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Salute: 1.000 nuovi casi di meningite ogni anno in Italia

23 aprile 2015 | 15.13
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Fino al 10% di chi la contrae non sopravvive. Villani, responsabile di Pediatria generale e Malattie infettive del Bambino Gesù: "Ciò che più rattrista è che nell’80% dei casi si sarebbero potute evitare se i soggetti fossero stati vaccinati. Nel nostro Paese non sono pochi i bambini che rischiano la vita perché non vaccinati

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(Foto Infophoto) - INFOPHOTO

Ogni anno in Italia si registrano circa 1.000 nuovi casi di meningite e 1 persona su 10, tra chi si ammala, muore. "Ciò che più rattrista e non trova alcuna ragionevole spiegazione è che nell’80% dei casi si tratta di meningiti che si sarebbero potute evitare se i soggetti fossero stati vaccinati" sottolinea Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e Malattie infettive del Bambino Gesù.

Di questa malattia ne esistono vari tipi, causati da germi diversi, ma la ricerca scientifica continua a produrre nuove armi per combatterla: i vaccini. L’Ospedale pediatrico Bambino Gesù partecipa attivamente alla Giornata mondiale contro la meningite, che si celebra ogni anno il 24 aprile, con un convegno che riunisce pediatri ed esperti dell’Istituto superiore di Sanità, dell’Università Cattolica e de La Sapienza. L’appuntamento è per domani alle 9:00 presso l’Aula Salviati del Bambino Gesù, sede Gianicolo (Piazza Sant’Onofrio 4, Roma).

Nonostante esistano vaccini ad hoc, sono tornate a colpire forme della malattia che si ritenevano debellate. Questo anche a causa del calo generale delle vaccinazioni che lascia invece spazio alla circolazione batteri. In Italia non sono pochi i bambini che rischiano la vita perché non vaccinati. Non si tratta di casi isolati: i germi responsabili della meningite ci sono e mietono vittime.

L’unica arma per difendersi e per proteggere soprattutto i bambini è la vaccinazione

Malgrado i progressi della medicina nella rianimazione e nell’assistenza al paziente, infatti, la mortalità non è diminuita e circa il 10% delle persone ammalate perde la vita. Il 50-60% guarisce completamente, mentre il 30% sopravvive riportando conseguenze anche molto gravi - 15 bambini su 100 hanno complicanze così gravi da richiedere protesi acustiche o degli arti, cicatrici invalidanti, seri problemi alla vista, deficit neuro-motori - con un costo umano, sociale e sanitario altissimo.

L’unica arma per difendersi e per proteggere soprattutto i bambini, più vulnerabili all’aggressione dei batteri, è la vaccinazione. Oggi sono disponibili vaccini specifici per la meningite da Haemophilus influenzae di tipo B e per le forme - le più frequenti - causate dallo pneumococco e dai ceppi principali (A, B, C, Y, W 135) del meningococco. "Vaccinare i bambini è fondamentale - prosegue Alberto Villani - In mancanza di vaccinazione, infatti, il batterio responsabile della malattia circola di più e, conseguentemente, colpisce in misura maggiore".

"Chi non si vaccina - sottolinea - non danneggia solo se stesso, ma mette a repentaglio anche gli altri. Attualmente accade anche che siano giovani adulti che non hanno effettuato i richiami vaccinali, o anziani non vaccinati, a contagiare bambini e neonati".

I vaccini sono gratuiti e tutti fortemente consigliati, non esiste bambino al quale non possano essere somministrati

I vaccini contro la meningite sono gratuiti e tutti fortemente consigliati. A oggi, l’unico ancora a pagamento in alcune regioni italiane è quello che protegge dal meningococco B. Possono essere somministrati (presso i pediatri, ASL di appartenenza o Centri vaccinali) a bambini di ogni età, tuttavia, considerato che il picco di maggior incidenza della meningite è nel primo anno di vita, quanto prima si procede con la vaccinazione tanto maggiore è la copertura.

Non esiste bambino che non possa essere vaccinato. Circa i rischi connessi alle vaccinazioni è sicuramente confortante il dato che all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è operativo da anni un servizio vaccinale - prioritariamente dedicato ai bambini considerati a rischio di reazioni avverse - dove vengono eseguite circa 800 vaccinazioni l’anno e dove non è mai stata riscontrata una reazione avversa maggiore.

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