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Messina Denaro, 'il padrino sono io' sul magnete nel covo

22 gennaio 2023 | 11.41
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A Campobello di Mazara il boss usava un altro nome di copertura. Polizia scientifica ancora al lavoro sull'auto

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C'è anche un magnete da frigorifero con l'immagine un boss in smoking 'Il padrino' e con la scritta 'Il padrino sono io' e alcune fotografie di animali feroci nel covo del boss mafioso Matteo Messina Denaro in vicolo San Vito a Campobello di Mazara. Nel covo, ultima abitazione del capomafia arrestato lunedì, è stato trovato anche un poster con l'immagine di Marlon Brando ne 'Il Padrino'.

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Oltre al magnete del Padrino con Al Pacino c'erano anche altre calamite raffiguranti personaggi dei cartoni animati 'Masha e orso', e altri che ritraggono dei coniglietti. Infine, alla parete c'è anche il ritratto, una copia, del pittore Renato Guttuso 'La Vucciria'.

Il boss avrebbe utilizzato, durante la latitanza a Campobello di Mazara, un nome di copertura diverso da quello di Andrea Bonafede, il geometra 59enne che avrebbe dato la sua identità al capomafia. E' quanto emerge dalle indagini della Dda di Palermo. Durante l'interrogatorio, il suo autista, Giovanni Luppino ha detto al gip Fabio Pilato che Messina Denaro gli era stato presentato come 'Francesco'.

Mentre la Polizia scientifica è ancora al lavoro sulla Giulietta di proprietà di Messina Denaro, trovata nel garage del figlio di Giovanni Luppino, è stato individuato il concessionario dove è stata comprata. L'auto sarebbe stata acquistata nel gennaio del 2022 da Messina Denaro. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, si tratta di un concessionario di Palermo la cui identità è top secret.

I documenti della macchina sono stati trovati nel covo di vicolo San Vito individuato martedì dai carabinieri.

Il contratto di acquisto della Giulietta era intestato a una anziana disabile di 86 anni, madre di Andrea Bonafede, il geometra di Campobello di Mazara che avrebbe prestato l'identità al boss. Alla donna è intestata anche la Fiat 500 data in permuta alla concessionaria. La Giulietta sembra che sia stata acquistata in contanti per 10mila euro. Gli investigatori stanno adesso indagando sulla concessionaria di auto, per capire se fosse a conoscenza della vera identità di Matteo Messina Denaro, che girava con una carta di identità falsa a nome di Andrea Bonafede.

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