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Salario minimo: Miceli (Cgil), 'governo ricattato da sindacati autonomi'

07 maggio 2019 | 18.02
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Emilio Miceli (Cgil)

“Ha ragione Landini a sostenere che va cancellato dal testo del ddl il riferimento alla cifra di 9 euro. Quella cifra va tolta perché senza un esplicito riferimento ai valori dei minimi contrattuali per ciascuna categoria, il salario minimo diventa una norma taglia-salari. Ne pagheranno lo scotto milioni di lavoratori oggi garantiti dai minimi contrattuali". E' la denuncia di Emilio Miceli, segretario confederale Cgil, intervenendo a Cinisi (Palermo) all'Assemblea nazionale di 'Democrazia e lavoro', nella tre giorni dedicata a Peppino Impastato.

"Fissare 9 euro al posto dei minimi contrattuali significa indebolire i lavoratori anche nelle sedi di ricorso giurisdizionale. È solo segno di propaganda elettorale - dice ancora il segretario confederale Miceli - La verità è che il Governo è ricattato da sindacati autonomi, installati nelle stanze ministeriali, che difendono i cosiddetti 'contratti pirata' sottoscritti su indicazione delle imprese".

Nel corso del suo intervento, nell'incontro dal titolo 'Il lavoro nella transizione: tra robotica, intelligenza artificiale e nuove professioni', Miceli ha poi aggiunto: "È questo, e non altro, il motivo vero del rifiuto del Governo a dare attuazione all’articolo 39 della Costituzione che, com’è noto, conferisce efficacia generale ai contratti collettivi. In quel caso tanti sindacati di 'comodo' sarebbero destinati a scomparire. La verità, ha aggiunto Miceli, è che questa legge va bene a chi intende fare una controriforma della contrattazione, e farla con una legge. Sarebbe un ulteriore attacco al sindacato e soprattutto ai diritti contrattuali dei lavoratori”.

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