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Michele Riondino: "Il giovane Montalbano ora darà più spazio all'amore"

10 settembre 2015 | 15.23
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Michele Riondino alla presentazione della II stagione di 'Il Giovane Montalbano' (foto Infophoto)

Sei puntate che racconteranno una seconda stagione più strutturata, fatta di colpi di scena e di approfondimenti emotivi sui personaggi che regaleranno emozioni inaspettate anche ai fan più accaniti. Parte lunedì 14 settembre su Rai 1 la seconda stagione di 'Il Giovane Montalbano', il fortunato prequel della serie tv tratta dai romanzi di Andrea Camilleri che promette sorprese e novità, a partire dalla struttura narrativa.

"Montalbano ha un 'difetto di fabbrica' - dice il protagonista Michele Riondino - perché tutti sanno come andrà a finire: non ci sono colpi di scena. Il segreto dunque è depistare, depotenziare il colpo di scena finale. Nella seconda stagione ci saranno eventi che, se si fossero verificati, non avrebbero mandato in porto la storia di Montalbano così come la conosciamo. Ottimo trucco da parte degli sceneggiatori per catturare anche il pubblico che pensa di sapere tutto".

"La prima serie è stata una grande scommessa vinta, visti gli ascolti più alti della stagione, perché doveva confrontarsi con un grande mito, quello della serie classica - dice il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta - Se quello era un romanzo di fondazione, perché c'erano tanti interrogativi aperti, questa seconda serie è più profonda, rappresenta il suo percorso sentimentale ma anche etico. È una serie che spiega perché Montalbano è diventato l'uomo che conosciamo".

Rispetto alla serie classica, struttura narrativa più complessa

Rispetto alla serie classica, quella del giovane Montalbano "ha una struttura narrativa più complessa - prosegue Andreatta - grazie al grande lavoro del regista e degli sceneggiatori. Il personaggio ha i chiaroscuri della giovinezza, di un carattere che si va costruendo e affermando". Il team di giovani attori che interpretano la fiction è "la cosa di cui vado più fiero - dice Carlo Degli Esposti della Palomar, che coproduce la serie insieme a Rai Fiction - ovvero il fatto che si sia costruita una squadra di attori giovani, a distanza di due generazioni dal Montalbano classico, e dentro ci sono i migliori attori italiani. Non andiamo a cercare le star, ma gli attori giusti al posto giusto".

Rispetto alla prima serie, è stato approfondito il mondo emotivo dei personaggi, la sfera sentimentale. "Salvo e Livia (interpretata dall'attrice Sarah Felberbaum, ndr) hanno ora un rapporto più maturo, più ricco e più complesso -spiega il regista Gianluca Maria Tavarelli- e siamo riusciti a raccontarlo con una drammaticità, una forza e un'importanza da film d'amore. Credo che questa serie riesca rispetto all'altra a coniugare più cose: la trama gialla, un lato di commedia più sviluppato, l'aspetto sentimentale".

Un lavoro reso possibile anche grazie al confronto con lo stesso Camilleri, che ha collaborato attivamente alla realizzazione della serie. "Abbiamo avuto la fortuna di avere del materiale nuovo scritto appositamente da Camilleri in otto racconti -rivela lo sceneggiatore Francesco Bruni, che ha lavorato sul soggetto insieme allo scrittore- Questo ha dato a noi lo spazio per creare una linea orizzontale che nella serie classica non trova spazio. E' stato quindi anche un interessante lavoro di ricerca di indizi sulla vita di Montalbano, appassionante".

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