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Usa: Michelle difende 'American Sniper', racconta le storie dei reduci

31 gennaio 2015 | 10.46
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Il film racconta le difficoltà dei reduci secondo la first lady che si inserisce così nel dibattito suscitato dal film di Clint Eastwood candidato all'Oscar. 'American Sniper' secondo alcuni critici alimenta "la cultura della guerra" e i pregiudizi anti-islamici.

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Michelle Obama (Foto Infophoto)

Un film "complesso, emozionante, un quadro realistico della storia di reduce e della sua famiglia". Michelle Obama si inserisce nel dibattito che negli Stati Uniti sta suscitando 'American Sniper', difendendo il film di Clint Eastwood candidato all'Oscar che secondo alcuni critici, e gruppi per i diritti civili, alimenta una "cultura della guerra" e pregiudizi anti-islamici.

"So che vi sono state delle critiche, ma io in questo film vedo rappresentate le emozioni, le esperienze che ho sentito in prima persona dalle famiglie dei militari che ho incontrato in questi anni", ha detto la first lady parlando ad un pubblico di reduci che ha assistito alla presentazione del film a cui ha partecipato anche Bradely Cooper, l'attore che veste i panni di Chris Kyle, il cecchino dei Navy Seal autore dell'autobiografia che ha ispirato Eastwood.

"Questo film riflette le esperienze complesse che i reduci e le loro famiglie devono affrontare", ha detto ancora Michelle raccontando di aver visto il film insieme al presidente a bordo dell'Air Force One durante il volo di ritorno dall'Arabia Saudita. Una chiave di lettura confermata da Cooper ha raccontato che, in occasione di un altro incontro con un gruppo di reduci ricoverati in un ospedale militare di San Antonio, un "un marine molto emozionato mi ha ringraziato, dicendo che sono uno di loro".

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