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Migranti, l'Austria schiera 4 mezzi corazzati al Brennero

04 luglio 2017 | 07.04
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Foto di repertorio (Fotogramma)

Si alza la tensione in Europa sulla questione migranti. Secondo quanto scrive l'edizione on line del Krone Daily l'Austria avrebbe schierato 750 soldati e quattro veicoli blindati al Brennero lo scorso fine settimana. Al giornale il ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozi ha dichiarato che l'Austria imporrà "molto presto" controlli e dispiegherà soldati al confine con l'Italia se non si ridurrà il flusso di migranti in arrivo sulle coste italiane. "Mi aspetto - ha aggiunto - che molto presto saranno attivati controlli alle frontiere e che sarà richiesto un dispiegamento dei militari".

"A seguito delle dichiarazioni del governo austriaco circa lo schieramento di truppe al Brennero - si legge in una nota del ministero degli Esteri - il segretario generale del ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale, ambasciatore Elisabetta Belloni, ha convocato stamane alla Farnesina l'ambasciatore austriaco a Roma, René Pollitzer".

"In Austria si sente il clima elettorale". Così il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, commenta all'Adnkronos l'intenzione dell'Austria, dove a ottobre si terranno le elezioni, di dispiegare l'esercito per difendere i confini dall'arrivo dei migranti.

"Ora - aggiunge Kompatscher - si parla di carri armati, ma non c'è nessuna novità - prosegue - Ogni due settimane, mediamente, c'è una comunicazione di qualche rappresentante del governo austriaco o di un governatore che diceva che erano pronti a iniziare con i controlli". "La situazione al Brennero è stabile, calma, anche le statistiche lo dicono - prosegue facendo riferimento alla situazione migranti al confine - I controlli ci sono in piena collaborazione tra forze dell'ordine italiane e austriache. Anche la Ue non ha autorizzato controlli ulteriori, c'è già un sistema di controlli che funziona".

L'uscita del ministro della Difesa austriaco, secondo il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, ha a che fare "con il fatto che in Austria si vota" e la tempistica è legata al fatto che l'Italia, in Europa, "ha chiesto di cambiare passo". "Io sostengo al 100 per cento la linea del governo Gentiloni che chiede un cambio di passo alla Ue e a tutti gli Stati perché l'Italia non può essere lasciata sola - conclude Kompatscher - Piuttosto che parlare di carri armati, bisogna organizzarsi per dare una mano all'Italia e intervenire sul fenomeno già in Africa".

Per il sindaco di Brennero, Franz Kompatscher, al momento non c'è "nessuna emergenza". "Ci sono pochissimi profughi - dice all'Adnkronos - abbiamo vissuto altri tempi emergenziali, al momento quello che dicono mi sembra esagerato".

"La situazione è tranquilla - prosegue - e non è possibile passare il confine facilmente: i migranti sanno che ci sono controlli sia sulla parte italiana che su quella austriaca e quindi neppure cercano la strada per il Brennero". Per il primo cittadino quella dell'Austria è una mossa elettorale: "In Austria sono a pochi mesi dalle elezioni - osserva Kompatscher - Ora chiaramente qualcuno mostra i muscoli".

La Commissione europea intanto ha fatto sapere di essere al lavoro per preparare alcune "misure concrete" sul dossier migranti, dopo l'incontro di domenica dei ministri dell'Interno di Francia, Germania, e Italia e del commissario Ue Dimitris Avramopoulos a Parigi. Le misure saranno discusse oggi al collegio dei commissari. Uno dei nodi più spinosi da sciogliere sarà l'ipotesi di far sbarcare i migranti soccorsi non solo in Italia ma in porti di altri Paesi Ue.

MINNITI - "Sono francamente sorpreso per le dichiarazioni del Ministro della Difesa austriaco Doskozil. Come risulta evidente non c'è alcuna emergenza al valico del Brennero e i rapporti di cooperazione con la polizia austriaca funzionano perfettamente". Lo sottolinea il ministro dell'Interno, Marco Minniti.

"Si tratta, quindi, di una iniziativa ingiustificata e senza precedenti che se non immediatamente corretta - avverte Minniti - comporterà inevitabili ripercussioni nella cooperazione in campo di sicurezza tra due Paesi che hanno fatto dell’amicizia e delle positive relazioni transfrontaliere un elemento fondamentale dei loro rapporti".

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