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Migranti, Bossi: "Non basta la Divina provvidenza, l'integrazione la fa il lavoro"

11 agosto 2015 | 15.00
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(Infophoto)

Papa e vescovi devono lanciare il loro messaggio, ma "c'è la regola non scritta" che senza lavoro non si crea integrazione. Umberto Bossi dice la sua sulle ultime polemiche legate all'immigrazione, anche alla luce delle prese di posizione più recenti di Papa Francesco e del segretario della Cei Nunzio Galantino. Con una premessa: "Non commento quello che dicono il Papa e i vescovi", afferma il Senatur all'Adnkronos.

"E' chiaro - aggiunge - che devono lanciare il loro messaggio, che le vite umane vanno salvate. Ma c'è una regola non scritta: se non c'è lavoro non c'è integrazione, senza lavoro la società non si integra, si disgrega, quindi non ci può essere posto per tutti gli immigrati".

"Non si può sperare solo nella Divina provvidenza, bisogna anche ragionare e l'integrazione la fa il lavoro, non la fanno le chiacchiere e non ci sono le condizioni per accogliere tutti".

Poi una stoccata all'Europa: "Fa finta di niente, si rende conto solo superficialmente del problema, lascia sola l'Italia".

Infine un commento alle recenti posizioni di Beppe Grillo sulla questione immigrazione, favorevole ai rimpatri: "Meglio tardi che mai, il buon Grillo è il benvenuto", conclude Bossi.

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