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Migranti, Frontex: "Gli altri Stati non sono disponibili a offrire porti"

12 luglio 2017 | 10.08
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"Non c'è alcuno slittamento" delle rotte migratorie "dal Mediterraneo Orientale al Mediterraneo Centrale", poiché, mentre nell'Egeo i siriani erano la nazionalità dominante, dalla Libia partono per lo più cittadini di Paesi "dell'Africa subsahariana o dell'Africa Occidentale, come Senegal e Gambia. E, sorprendentemente, ci sono molti cittadini del Bangladesh che arrivano per via aerea e raggiungono Tripoli". Lo dice Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex, in audizione alla commissione Libe dell'Europarlamento, a Bruxelles. 

"Non abbiamo la missione di risolvere problemi politici. Questo gruppo di lavoro - continua Leggeri - ha l'obiettivo, per il mese di settembre, di potere condividere un progetto con gli Stati membri partecipanti. Dunque, in un primo tempo, senza ritardi, l'Italia e Frontex lavoreranno su miglioramenti e adattamenti dei piani operativi di Triton. In settembre spero che avremo delle cose da presentare agli altri Stati membri dell'Ue e di Schengen, per vedere la loro reazione e vedere se sono d'accordo a partecipare a Triton, che avrà un nuovo piano operativo, o un piano operativo migliorato o emendato".

Lo sbarco dei migranti in altri porti del Mediterraneo, continua Leggeri, "è una questione complessa per tutta una serie di motivi politici, prima di tutto, e Frontex non deve risolvere questioni politiche. Ci sono anche ragioni operative e giuridiche delle quali bisogna tenere conto. Frontex terrà conto delle questione giuridiche e operative: l'agenzia non ha la missione di risolvere problemi e questioni politiche". In ogni caso, ribadisce il direttore esecutivo di Frontex, "un piano operativo deve essere condiviso tra lo Stato ospite, e attualmente l'Italia è lo Stato ospite, e Frontex, ma gli Stati che partecipano all'operazione devono essere d'accordo con il piano operativo".

Gli altri Stati partecipanti all'operazione Triton nell'incontro tenutosi ieri a Varsavia non hanno espresso la disponibilità a modificare i piani operativi in modo da consentire lo sbarco di migranti salvati nel Mediterraneo Centrale in porti diversi da quelli italiani, come chiesto da Roma, riferisce ancora Leggeri, a margine dell'audizione. "Le autorità italiane hanno formulato questa richiesta", dice Leggeri, sottolineando però che "un piano operativo per essere adottato richiede l'accordo di tutti gli Stati membri partecipanti. Non è una questione tra l'Italia e Frontex".

Ma qualcuno degli Stati partecipanti ha espresso disponibilità? "Non ho sentito disponibilità in questo senso. Ho sentito una richiesta italiana, ma non ho sentito degli Stati membri disponibili", risponde Leggeri. Ora, continua, "c'è un gruppo di lavoro che dovrà lavorare con gli esperti di Frontex e le autorità italiane per vedere come migliorare il mandato e i piani operativi di Triton. Questo gruppo di lavoro si riunirà immediatamente quest'estate".

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