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Migranti, il grillino si ribella: "Mi dissocio da Di Maio e Toninelli""

25 gennaio 2019 | 13.45
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(Fotogramma /Ipa)

"Non parlate in mio nome. Basta! Non è possibile continuare a far finta che nulla stia accadendo, rivolgendo il proprio sguardo altrove. Mi dissocio dalle prese di posizione dei Ministri Di Maio e Toninelli, no. Il vostro modo sprezzante di parlare di persone, come se fossero cose, non è accettabile. No... Non parlate in mio nome". Arriva sui social la dura presa di posizione di Ugo Forello, ex candidato sindaco del M5S di Palermo, che non ha mai nascosto le critiche alle politiche sul'immigrazione del governo gialloverde. "Mi rivolgo ai tanti cittadini che hanno votato il MoVimento 5 Stelle, chiedo a loro di alzare la voce, di prendere una posizione chiara; non si può cedere, ancora, il campo alla teoria che sia necessario occuparsi "prima" di qualcosa o di qualcuno, a discapito di qualcos'altro o di qualcun altro; non si può accettare la strategia del chi è più duro o intransigente, sulla pelle degli altri - dice Forello -Non si può continuare a perseguire la cosiddetta politica dei due forni".

"No! Bisogna mettere fine a questa inaccettabile contrapposizione e contraddizione: da una parte, di quella politica, che si mobilita per la questione dei migranti, ma che poi si è mostrata incapace di agire sulle cause del fenomeno e indifferente alla condizione culturale-sociale-economica del nostro paese (che negli anni è sempre andata peggiorando); o, dall'altra parte, di una politica per la quale i diritti valgono solo per gli italiani - dice ancora Forello - E' (o meglio dire, sarebbe, in un paese normale) buono e giusto accogliere, soccorrere e far sbarcare le persone che si trovano in mezzo al mare, così come occuparsi dei bisogni dei cittadini, di quelli che sono in difficoltà o sono in uno stato di emarginazione economica e sociale".

"E' un errore grossolano mettere le due cose in termini di contrapposizione, o l'uno, oppure l'altro - prosegue ancora Forello -. Chi, davvero, vuole intervenire in aiuto delle fasce più deboli e indifese dei cittadini, contro le disuguaglianze e ingiustizie, non può - nello stesso tempo - non avere la stessa sensibilità, lo stesso senso di giustizia e umanità per gli stranieri che si trovano in mezzo al mare. Non si può accettare che vengano fatti tornare indietro, nelle coste libiche, dove sono oggetto di violenze e chiusi in lager. Né può essere tollerato che vengano sequestrati per giorni in una nave, in balia delle onde, mentre l'Italia e l'UE consumano l'ormai noto e triste teatrino del rimbalzo delle responsabilità".

E conclude: "Non esiste alcuna emergenza, alcun massiccio flusso migratorio che possa, neanche e lontanamente, giustificare il comportamento - inaccettabile - del governo italiano. Le ONG in mare hanno svolto e continuano a svolgere un'attività importantissima, di grandissimo valore umano, quelle stesse ONG che dopo anni di inchieste e insinuazioni, risultano pulite, senza nessun indagato".

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