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Migranti, naufragio nel Mediterraneo: 22 dispersi e 1 morto

28 giugno 2022 | 07.54
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71 persone soccorse dalla Geo Barents: "Salvataggio drammatico, con massaggio cardiaco rianimato bebè"

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- (Afp)

Tragico salvataggio nel Mediterraneo centrale. Settantuno migranti sono stati soccorsi dall’equipaggio della Geo Barents. "Ventidue dispersi, 3 stabilizzati inclusi i bambini", fa sapere Msf, spiegando che una persona è morta dopo il soccorso a bordo della nave.

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"Ieri la situazione è stata davvero difficile e drammatica". A raccontarlo al giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura è Riccardo Gatti team leader di ricerca e soccorso di Geo Barents.

"Quando abbiamo ricevuto l'allerta eravamo a circa due ore di navigazione dalla posizione e quando ci stavamo approssimando con i binocoli abbiamo capito subito che c'era qualcosa che non andava - dice - Abbiamo lanciato le lance di soccorso e arrivati vicino al gommone ci siamo accorti che era totalmente sfondato e con un tubolare rotto: le persone erano in mare, si sorreggevano a pezzi di legno, anche a una distanza di 300 metri. L'operazione di soccorso è stata molto, molto complessa. Abbiamo visto almeno un cadavere in mare. Siamo riusciti a rianimare un bebè di quattro mesi con un massaggio cardiaco e invece un'altra donna è morta per annegamento dopo essere stata tratta in salvo dalle acque. Il bebè e la mamma li abbiamo fatti evacuare in elicottero e ora ci dirigiamo verso nord. La situazione a bordo e la loro situazione è molto complessa, sia a livello fisico che psicologico. Queste persone devono essere fatte sbarcare il prima possibile".

Intanto sono sbarcati nella notte a Lampedusa i 59 migranti tratti in salvo nel Mediterraneo centrale dalla Louise Michel. Il team della nave umanitaria finanziata dall’artista britannico Banksy li ha soccorsi nei giorni scorsi mentre viaggiavano su un gommone sovraffollato. "Alcuni erano già in acqua a causa di pericolose manovre della cosiddetta Guardia costiera libica, che è stata guidata sul caso da un elicottero maltese", aveva fatto sapere l'ong, che ancora ieri era tornata a chiedere un porto sicuro di sbarco. Dieci le richieste inoltrate in due giorni alle autorità competenti rimaste senza risposta. "Questo non è accettabile, hanno diritto a un porto sicuro", avevano spiegato da bordo, sottolineando, oltre alla difficoltà di gestire i naufraghi in uno spazio assai limitato, come anche il carburante iniziasse ormai a scarseggiare.

"Vogliamo entrare in Italia perché stiamo fuggendo da condizioni di vita difficili, da crisi politiche difficili e situazioni in cui il rispetto dell'essere umano o dei diritti umani non esiste - è la testimonianza dei naufraghi -. Non vogliamo tornare in Libia perché non rispettano né gli esseri umani né i diritti umani. Grazie alla nave Louise Michel e al suo equipaggio che ci ha salvato dalla morte e dalle mani delle milizie libiche". Nella notte l’arrivo sulla più grande delle Pelagie e lo sbarco.

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