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Migranti, presidente Niger: ‘C'è nesso tra traffico uomini, droga e armi, li combattiamo in Sahel'

01 dicembre 2022 | 18.52
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“C’è un legame tra traffico di migranti e di armi. Tutte le armi utilizzate dai terroristi vengono dalla Libia. Abbiamo capito i vari tipi di traffici, da quello della droga a quello delle armi a quello dei migranti, abbiamo le prove. C’è un nesso tra questi traffici. Abbiamo deciso di combattere questi tre traffici nel Sahel”. Lo dice Mohamed Bazoum, presidente della Repubblica del Niger nel corso dell’evento 'Italia, Niger. Europa, Africa. Due continenti. Un unico destino' organizzato dalla Fondazione Med - Or presso La Luiss Guido Carli di Roma.

“I gruppi terroristici presenti sul territorio - sottolinea - hanno risorse legate a questi traffici, tutti hanno equipaggiamenti militari superiori al nostro esercito. Noi non riusciamo a dare ai nostri soldati armi moderne ma loro le hanno. Dobbiamo riuscire a diventare superiori a loro. Ecco perché la cooperazione con i nostri partner con i partner europei è importante. Una cooperazione grazie alla quale abbiamo anche la formazione delle nostre forze armate”.

“Gli Europei - osserva Bazoum - hanno capito dalla sicurezza del Sahel dipende la sicurezza dell’Europa. Il Sahel inoltre è la zona al mondo più colpita dal cambiamento climatico. I Paesi del Sahel hanno una economia di base minacciata e non è un caso che siano i giovani pastori ora i più impiegati dai terroristi. Le risorse naturali si sono ristrette ma la crescita demografica è aumentata”.

“Nel contesto attuale - ricorda - non abbiamo accesso al credito per investire nelle rinnovabili. Occorre cambiare tenendo in considerazione le esigenze dei paesi poveri. Vogliamo concentrarci sull’agricoltura, abbiamo correnti sotterranee, bisogna trovare delle formule che ci diano l’accesso alle risorse economiche. Abbiamo deciso di industrializzare l’agricoltura per dare lavoro alla persone e concentrarsi poi sull’istruzione e sulla scuola attuando riforme necessarie per il nostro sistema scolastico. Le imprese europee devono investire nel nostro Paese affinché il terrorismo non abbia vita nei nostri territori”.

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