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Migranti, Salvini: "Non mi pento di niente, conto di tornare a fare il ministro"

23 ottobre 2021 | 13.34
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"Ditemi voi quanto è serio un processo quando verrà da Hollywood a testimoniare sulla mia cattiveria Richard Gere"

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(Afp)

"Non mi pento di niente, ho solo fatto il mio dovere". Così Matteo Salvini rispondendo a una cronista spagnola all'uscita dall'aula bunker di Palermo dove si è svolta la prima udienza del processo a Salvini per la vicenda Open Arms.

"C'è una nave spagnola che ha compiuto un abuso, una nave spagnola che si rifiuta di andare in Spagna compie un abuso. Mi sembra semplice - dice - Le navi spagnole vanno in Spagna, io facevo il ministro in Italia e conto di tornare a farlo e le navi spagnole vanno nei loro porti".

"Mi dispiace solo per due cose - afferma il leader della Lega - il tempo che tolgo ai miei figli e per i soldi che gli italiani spendono per un processo politico organizzato dalla sinistra. In un anno in cui gli sbarchi raddoppiano nonostante il Covid, rispetto all'anno precedente". "Difendere i confini è dovere di un ministro ma di chiunque. Andare a processo perché ho fatto il mio dovere è surreale" scandisce.

"Verrà a testimoniare anche Richard Gere. Ditemi voi quanto è serio un processo quando verrà da Hollywood a testimoniare sulla mia cattiveria Richard Gere - dice ancora Salvini - Spero che il processo duri il meno possibile perché ci sono cose più importanti".

Il leader della Lega sottolinea poi che "ci sono dodici Paesi europei, con governi anche di sinistra, che chiedono dei muri. Non l'Italia. Poi il cattivo sarei io". "Ci sono governi socialisti che stanno spendendo dei soldi per fare dei muri - ribadisce - io non vorrei arrivare a questo ma se l'Europa continuerà ad ignorare l'emergenza immigrazione gli Stati faranno da soli. La rotta orientale del Mediterraneo è un colabrodo, rispetto al 2019 gli sbarchi si sono quintuplicati. E anche i morti sono aumentati, eh. I fenomeni delle ong che fanno i salvatori della patria, sono dei complici delle morti in mare".

E rincara: "Ci sono sicuramente dei motivi economici, in Italia ci sono diverse inchieste sui soldi che le ong guadagnano con questa loro attività. Non vorrei che al di là dell'umanità ci fosse dietro un interesse economico in questo traffico di essere umani perché alcune sentenze in Italia, seppure in primo grado, hanno già condannato qualcuno per avere rubato grazie all'immigrazione clandestina".

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