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Migranti, Vescovi contro Musumeci: "Ordinanza inaccettabile, restiamo umani"

25 agosto 2020 | 17.08
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Mons. Antonio Staglianò (Cei): "Il pericolo vero viene dal movimento incontrollato generato dal turismo e dalla movida"

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(Fotogramma)

I Vescovi scendono in campo contro l’ordinanza del governatore siciliano Musumeci con la quale chiude i centri di accoglienza e gli hot spot. In particolare, a dare voce alla preoccupazione è mons. Antonio Staglianò, vescovo di Noto, che parla in qualità di delegato della Conferenza episcopale siciliana per le Migrazioni. "Non si giustifica un agire di alcuni politici, tendente a usare la paura per un facile, immediato, consenso: chi governa - scrive il vescovo- deve piuttosto aiutare la comunità a fronteggiare pericoli e paure con senso di grande prudenza e proporre soluzioni ispirate ai grandi valori della nostra Costituzione".

Per questo, osserva, "preoccupa e non appare accettabile, dal punto di vista razionale ed evangelico, quanto si prevede con l’ordinanza 33 del 22 agosto emanata dal presidente della Regione Sicilia, onorevole Musumeci, con cui si semplifica la complessità dei problemi relativi al Covid individuando la loro soluzione nella chiusura ai migranti e rischiando uno scontro tra istituzioni, che solo può disorientare e accrescere un clima emotivo e superficiale, ‘indurito’ e non ’temprato’ dalla prova. Chiediamo allora in tanti, credenti e uomini di buona volontà, vie e provvedimenti che permettano alla politica di essere l’arte del bene comune. Ricordiamo che l’uomo, ancor più l’uomo debole come il migrante e il povero, deve restare fine e mai essere ridotto a mezzo".

Il vescovo Staglianò si scaglia contro l’abitudine "di attribuire colpe individuando un capro espiatorio ,come possono essere i migranti, quando in questo momento il pericolo vero è un movimento incontrollato, e forse poco controllabile, a motivo del turismo e della movida. Spiegare, ma non giustificare!".

Da qui l’appello: "Si torni a ragionare e a operare su tutti i fronti per salvaguardare sicurezza e solidarietà con sano realismo e custodia dei grandi valori che ci fanno restare umani. I migranti sono persone, per i credenti sono una visita di Dio, tanto quanto lo sono i poveri del nostro territorio e la gente che in questo momento soffre per la mancanza di lavoro e di speranza. La vera sicurezza, insieme a un’attenzione sanitaria che attivi misure preventive a tutti i livelli e regole che possano arginare assembramenti non controllabili, è dare a poveri e migranti dignità e percorsi di integrazione, operando per l’emersione di ogni forma di sfruttamento, e questo previene anche reali pericoli sanitari, e non solo".

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