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Calcio: Mihajlovic, derby col Genoa come una finale

20 febbraio 2015 | 15.48
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Il tecnico dei blucerchiati pronto alla sfida contro i rossoblu: "Mi aspetto una battaglia, per vincere servirà una grande partita e poi avere un po' di fondoschiena"

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Sinisa Mihajlovic (Infophoto) - INFOPHOTO

"Dovremo fare una grande partita e poi avere un po' di fondoschiena, che non basta mai. Avremmo voluto arrivare all'appuntamento con più punti, lasciamo stare il passato, domani sarà una finale". Replicare il successo nel derby d'andata, è l'obiettivo dell'allenatore della Sampdoria Sinisa Mihajlovic alla vigilia della sfida contro il Genoa.

"Ne ho vinti due di derby e se i proverbi sono veritieri...ai nuovi insegneremo cosa è il derby, sarà una battaglia, una battaglia in cui non saremo soli: ci saranno 68 anni di storia doriana -prosegue in conferenza stampa il tecnico serbo-. Il Genoa è un'ottima squadra, sta meglio di noi al momento. Ho visto molte loro partite, hanno gamba e giocatori come Perotti e Niang in grado di decidere le partite".

"Voglio undici marinai -aggiunge Mihajlovic-. E io sarò sul ponte sino alla fine anche se penso che andrà bene. Voglio che i miei giocatori respirino la storia della Sampdoria, e guardando l'erba pensino ai segni che tanti campioni hanno lasciato calcando questo campo: da Brighenti a Vialli, da Lippi a Vierchowod, da Cerezo a Gullit, da Mancini sino all'ultimo di questi campioni, Eto'o. Una Lanterna può illuminare solo la Sampdoria ".

Sulla formazione anti Genoa Mihajlovic chiarisce: "I nomi non contano, contano voglia, passione, spirito, rispetto per la maglia, gambe e pure le palle. Perché non bisogna aver paura che della paura. Io sarò sempre lì, ultimo ad abbandonare la nave. Anche se sono convinto che domani saremo noi a gioire. All'interno di una gara ne esistono diverse. Bisogna azzeccare i giocatori nel momento giusto -prosegue-. In panchina mi siederò dove c'erano Galluzzi, Boskov e Eriksson. E il presidente dove sono stati i Mantovani. Non saremo soli. A fianco ai nostri tifosi ci saranno i padri, i nonni. E se mi chiedete chi giocherà dirò che importa la maglia", conclude Mihajlovic.

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