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Farmaci: furti e fatture false, così agiva rete internazionale 'Pharmatraffic'

02 aprile 2015 | 08.00
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Arrestate 19 persone tra cui farmacisti e grossisti. Sequestrati beni per oltre 23 milioni di euro e farmaci per circa 3 mln. E' l'operazione con cui i carabinieri hanno smascherato un'associazione a delinquere con la testa in Italia e ramificazione in Europa e fino al Centro America

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Una 'pharmaconnection' con la testa in Italia e braccia che uscivano dai confini della Penisola per arrivare in vari Paesi europei e addirittura fino a Malta e Belize in Centramerica. Seguendo le rotte di costosi farmaci rubati negli ospedali nazionali, e tracciando i flussi di denaro, il Nas di Milano ha squarciato il velo su un maxi-traffico internazionale di preziosi medicinali. Un articolato meccanismo basato anche su false fatturazioni, architettato per reimmettere i prodotti sul mercato europeo con una veste legale. Sono i dettagli dell'operazione 'Pharmatraffic' che ha portato, in esecuzione di un'ordinanza del gip del tribunale di Monza, all'arresto di 19 persone (6 in carcere e 13 agli arresti domiciliari), al sequestro preventivo di beni mobili, immobili, titoli e conti correnti per oltre 23 milioni di euro, e al sequestro di farmaci per circa 3 mln.

L'indagine, avviata nel 2011, ha permesso ai carabinieri di scoprire un'associazione per delinquere composta da 50 persone segnalate all'autorità giudiziaria (farmacisti, titolari e addetti di società di commercio all'ingrosso di farmaci per uso umano e veterinario, agenti di commercio nel settore farmaceutico, autotrasportatori di Lombardia, Liguria, Toscana, Campania, Calabria e Sicilia), di cui 14 cittadini stranieri, che, sfruttando le rispettive cariche sociali e professionali, si associavano tra loro per commettere furti, ricettazione, riciclaggio e traffico internazionale di farmaci attraverso l'emissione di fatture per operazioni inesistenti in Italia e all'estero, principalmente in Bulgaria, Germania, Inghilterra, Irlanda, Malta, Olanda e Svizzera.

L'attività investigativa è partita dall'analisi di furti di medicinali ospedalieri ad alto costo, avvenuti presso alcune ditte depositarie e grossiste di Milano e provincia, che i carabinieri hanno rinvenuto in parte presso alcuni grossisti tedeschi e in parte sequestrato (circa 16 mila confezioni per un valore di 2,8 milioni di euro). Per sventare il traffico i militari milanesi hanno lavorato gomito a gomito con il Servizio Interpol e i colleghi tedeschi del BKA di Wiesbaden, della Metropolitan Police di Londra e della Polizia cantonale di Lugano. Un'alleanza che ha permesso di risalire all'origine di una partita di farmaci rubati in provincia di Milano, provenienti da una società di commercio all'ingrosso di farmaci di Monza, che agiva da collettore del riciclaggio giustificando a sua volta la provenienza dei farmaci mediante false fatture di acquisto da società inglesi, irlandesi e maltesi.

Ramificazioni in vari Paesi europei e non, fino a Malta e Belize

Le indagini successive hanno permesso di individuare un vasto sodalizio criminale dedito al traffico internazionale di specialità medicinali ad uso umano, di elevato costo, soggette a regime di temperatura controllata, radicato principalmente in Lombardia, ma esteso anche in Liguria, Sicilia, Calabria, Toscana e Campania, con collegamenti in Paesi esteri. Grazie a rogatorie internazionali in Inghilterra e Svizzera, i militari del Nas di Milano hanno tracciato i flussi del denaro illecito diretto verso una società centroamericana del Belize, che aveva una succursale e un conto corrente in Svizzera.

L'autorità giudiziaria elvetica ha identificato alcuni appartenenti all'organizzazione criminale acquisendo informazioni sulla ripartizione dei proventi illeciti e, grazie alla collaborazione del Nas milanese che ha ricostruito le transazioni finanziarie dei conti bancari svizzeri di alcune società, lo scorso ottobre ha arrestato 3 cittadini svizzeri e un italiano ed eseguito un sequestro per equivalente di 5 milioni di euro. Le indagini elvetiche, in sostanza, hanno confermato il riciclaggio internazionale di farmaci. Gli accertamenti del Nas di Milano, svolti tra il 2011 e il 2012, hanno accertato che gli autori avevano commesso numerosi furti di farmaci ospedalieri ad alto costo, che venivano successivamente riciclati mediante false fatturazioni da parte di ditte inglesi, irlandesi, maltesi e svizzere, poi reimmessi nel mercato europeo da alcune ditte di Monza, Milano, Caltanissetta, Crotone, Genova, Pavia, Napoli e Sondrio, che si occupavano di dare una veste legale, facendoli figurare come acquistati da società estere.

Ville, veicoli e orologi tra i beni sequestrati agli indagati

Nel traffico erano coinvolti da un lato insospettabili professionisti, dall'altro maestranze a basso costo. Le società della 'connection' erano sia italiane che straniere (Inghilterra, Irlanda, Germania, Svizzera, Malta, Polonia, Olanda e Belize). Per ricostruire i complicati passaggi del 'Pharmatraffic' è stato necessario un lavoro di anni, fatto di pedinamenti, ispezioni, perquisizioni e sequestri in farmacie, società di trasporto e commercio all'ingrosso di medicinali, 59 istituti di credito e abitazioni private. Solo nella fase di esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare e delle perquisizioni, sono stati impiegati 138 militari fra Nas e Arma. Tra i beni sequestrati agli indagati anche ville, veicoli e orologi di valore.

Nel tracciato dei pagamenti che i Nas di Milano sono riusciti a ricostruire si è potuto fotografare la strategia criminale: l'importatore italiano, per esempio, liquidava la falsa fattura estera; la società estera, sull'importo ricevuto, tratteneva la propria commissione (5-10%) e liquidava il suo falso fornitore, sempre estero, rappresentato da una società costituita ad hoc da soggetti legati ai furti in Italia. Passaggi molto articolati che coinvolgevano più figure, ognuno con il suo ruolo: dall'autista/ladro al broker, al grossista. Dopo l'individuazione dell'organigramma dell'associazione per delinquere, e i primi interventi finalizzati a tagliare le linee di riciclaggio, sono sensibilmente diminuiti - spiegano i carabinieri - smarrimenti e furti legati ai siti logistici e a vettori di interesse operativo, ma si è assistito a una recrudescenza delle rapine ai tir e soprattutto all'aggressione delle farmacie ospedaliere.

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