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Omicidio Melzo, anziana fatta a pezzi: fermata figlia maggiore

27 maggio 2022 | 12.42
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I resti della vittima trovati nella vasca da bagno dell'abitazione di Melzo. Ipotesi asfissia, il corpo coperto con un telo di cellophane e sigillato con il nastro adesivo. Il delitto potrebbe risalire a 2 mesi fa

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Omicidio a Melzo, la 58enne figlia maggiore dell'anziana trovata morta nella sua abitazione, è stata fermata per l’omicidio della madre dai carabinieri del Comando provinciale di Milano. Il cadavere della vittima, Lucia Cipriano di 84 anni, è stato trovato nella vasca da bagno, fatto a pezzi. La donna, che ha tre figlie, potrebbe essere stata asfissiata. Il cadavere era coperto con un telo di cellophane e sigillato con il nastro adesivo. È possibile che questa sia anche la tecnica adottata per l'omicidio dell'anziana.

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La donna fermata, Rosa, unica tra le tre figlie dell'84enne a occuparsi della madre e ad avere le chiavi della sua casa, sospettata anche di vilipendio e occultamento di cadavere, potrebbe averla accompagnata fino al bagno e poi averle coperto la bocca con il nastro adesivo, prima di sigillare la vasca con il telo, fino a provocare la morte della madre per asfissia. Un'ipotesi che andrà comunque confermata dai successivi esami medico legali.

Per smembrare in più pezzi il corpo della madre, la figlia - secondo gli investigatori - potrebbe aver utilizzato gli attrezzi presenti nell'abitazione della vittima, tra cui una sega, che è stata trovata in casa e sequestrata dai carabinieri.

Il corpo era in avanzato stato di decomposizione. E' probabile che l'anziana sia stata uccisa due mesi fa. Le sorelle minori della 58enne fermata, una residente come la vittima a Melzo, l'altra a Trento, non vedevano la madre da mesi. I carabinieri che indagano sull'omicidio dovranno ora ricostruire gli ultimi contatti telefonici avuti dalle figlie con l'84enne e le ultime volte che i vicini hanno visto la donna, per capire fino a quando sia rimasta viva.

Il cadavere sarà analizzato dai medici legali e dall'antropologo forense, per confermare che la morte risalga a due mesi fa. A metà aprile, inoltre, una vicina ha riferito ai carabinieri di aver notato del fumo uscire dalla finestra della casa della vittima. Era probabilmente prodotto dal rogo - avvenuto secondo gli investigatori in un momento successivo a quello dell'omicidio - degli abiti della donna, ritrovati bruciati in casa.

I vicini hanno parlato anche di odori nauseabondi, non dovuti al fumo. All'interno dell'appartamento, che aveva tutte le finestre spalancate, i carabinieri hanno trovato diversi profumatori per ambiente, forse utilizzati per occultare l'odore.

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