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Borsa: Milano chiude in rosso con europee in scia Ws, giù banche

09 gennaio 2015 | 20.05
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Piazza Affari cede il 3,3% insieme alle consorelle europee, tutte negative a partire da Madrid, che perde il 3,9%. In calo Wall Street dopo i dati in chiaroscuro sull'occupazione di dicembre. Sul Ftse Mib vendite a piene mani sul credito, ieri ben comprato.

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Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana.

La Borsa di Milano chiude l'ultima giornata della prima ottava del 2015 in profondo rosso, dopo il robusto rimbalzo messo a segno alla vigilia, insieme alle principali piazze europee, tutte in negativo a partire da Madrid, maglia nera per effetto dell'aumento di capitale da 7,5 mld di euro del Banco Santander, uno dei pesi massimi della Borsa iberica.

Milano schiacciata dai bancari - Vendite in particolare sulle banche, ieri ben comprate, penalizzate anche in seguito ad indiscrezioni di stampa in merito all'innalzamento dei requisiti patrimoniali minimi che la Bce potrebbe richiedere a diversi istituti. In piazza Affari Ftse Mib 18.177,09 punti (-3,27%) e All Share 19.331 punti (-2,97%). Scambi per 3,21 mld di euro di controvalore, in linea con i 3,22 mld di ieri. Su 312 titoli in negoziazione, solo 83 hanno chiuso in verde, 216 hanno terminato la seduta in rosso e 13 invariati. Venduti in particolare i bancari, che cedono il 4,87%, finanziari (-3,97%), utilities (-3,72%), oil and gas (-3,71%), sulla scia dei prezzi del greggio. In forte calo Mps (-8,6%) e Banco Popolare (-7,47%) sul Ftse Mib, ma tutto il comparto ha sofferto oggi. Comprato il lusso, con Moncler che ha chiuso in guadagno di oltre il 2%.

Europee tutte in rosso - Le Borse del Vecchio Continente, in ritracciamento fin dall'avvio dopo i forti guadagni di ieri per effetto dei realizzi, hanno allargato le perdite nel corso del pomeriggio sulla scia di Wall Street che, partita incerta, ha poi perso decisamente terreno, dopo i dati sugli occupati non agricoli di dicembre. In forte calo Madrid, dove l'Ibex lascia sul parterre il 3,91% a 9.719 punti, con il Banco Santander che ha perso oltre il 14%. Negativa Francoforte, con il Dax a 9.648,5 punti (-1,92%); a Parigi Cac 4.179 punti (-1,9%); ad Amsterdam Aex 415,59 punti (-1,77%); a Lisbona Psi 20 a 4.686 punti (-1,21%); a Bruxelles Bel 20 a 3.248 punti (-1,07%); a Londra Ftse 6.501 punti (-1,05%); a Zurigo Smi 9.105,7 punti (-0,37%). A New York intanto il Dow cede lo 0,72% e il Nasdaq lo 0,77%.

Non-farm payrolls in chiaroscuro - A segnare il pomeriggio, oltre agli eventi in Francia, è stato l'atteso dato sugli occupati non agricoli di dicembre negli Usa, cresciuti più delle attese di 252mila unità. "A una prima occhiata - spiega Craig Erlam di Alpari Uk - il rapporto sugli occupati non agricoli americani è stato impressionante, con 252mila posti di lavoro creati in dicembre, mentre il dato di novembre è stato rivisto al rialzo a 353mila rispetto al già ragguardevole dato di 321mila. Si tratta del massimo dal gennaio 2012. Il tasso di disoccupazione è caduto al 5,6% in dicembre, solo uno 0,1% al di sopra di quella che la Federal Reserve considera essere la piena occupazione, punto al quale si dovrebbero iniziare a vedere qualche reale crescita dei salari e pressioni inflazionistiche; da tutto ciò deriva il bisogno di un rialzo dei tassi di interesse nei prossimi sei mesi. Purtroppo qui finiscono le notizie positive, poiché il tasso di partecipazione è caduto al 62,7% e a ciò probabilmente è dovuto il declino del tasso di disoccupazione, mentre i salari sono calati dello 0,2% nel corso del mese, abbassando il dato annuale all'1,7%. Anche se è tutto sommato buono, di certo non è il rapporto che il Fomc della Fed sperava di vedere: tutti i dati che sono oggi più interessanti per loro sono deludenti. Non credo che ciò cambi le prospettive per il primo rialzo dei tassi di interesse quest'anno, ma ancora un paio di mesi di dati simili e potrebbero iniziare a considerare di aspettare un poco più a lungo, finché non saranno più convinti della sostenibilità della ripresa economica. I mercati hanno reagito esattamente come uno si aspetterebbe al rapporto, con il dollaro che si è rafforzato nell'immediato, mentre i trader hanno reagito positivamente alla creazione di posti di lavoro e al tasso di disoccupazione, prima di ritracciare quando i dati sulla partecipazione e sui salari hanno tolto un pò di lustro al quadro".

Risale l'euro, cade il petrolio - L'euro al riferimento Bce è risalito dai minimi di ieri, a 1,1813 dollari da 1,1768 dollari. L'oro al London Bullion Market al fixing pomeridiano si è attestato a 1.217,75 dollari l'oncia, in rialzo da 1.211,25 dollari stamani. Il contratto più scambiato sul Wti, il greggio di riferimento americano, con consegna a febbraio al Nymex viene scambiato a 47,77 dollari al barile, in calo di 1,02 dollari rispetto alla chiusura precedente. In calo anche il Brent, il benchmark europeo, a 49,52 dollari.

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