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Milano, medico sgozzato: "Delitto troppo efferato per essere rapina"

21 dicembre 2020 | 13.00
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Analisi sul coltello trovato accanto al corpo, gli investigatori visionano le telecamere

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"Troppo efferato per essere una rapina". Perde quota l'idea che dietro al delitto del medico Stefano Ansaldi ucciso sabato a Milano ci possa essere un'aggressione finita male. Gli investigatori e gli inquirenti stanno ricostruendo tutti gli spostamenti dell'uomo arrivato in treno da Napoli intorno alle 14.50 e rimasto sempre nella zona della stazione Centrale fino alle 18 quando è stato ucciso in via Scarlatti all'angolo con via Mauro Macchi, a cento metri dai binari. E' stata disposta l'autopsia, ma sulle cause della morte non ci sono dubbi: "È morto sgozzato, gli hanno tagliato la gola ed e rimasto in vita per pochissimi secondi".

Sono intanto in corso gli esami scientifici sul coltello trovato accanto al corpo. Non ci sono invece telecamere puntate sul palazzo davanti al quale è avvenuto il delitto e i ponteggi presenti avrebbero reso probabilmente inutile qualsiasi immagine. Tuttavia gli occhi meccanici non mancano nell'area. "Sono state mappate tutte le telecamere della zona, alcune sono già state acquisite, altre vengono acquisite ora", fanno sapere gli inquirenti.

Accanto alla vittima - nel cappotto aveva 20 euro, il tesserino da medico e la carta d'identità - è stata trovata la valigetta, il suo prezioso Rolex, ma nessuna traccia del portafoglio o del cellulare. Nessuno ha ancora fornito elementi sulla sua presenza in città: il medico ha uno studio a Napoli, ma nessuna attività nel capoluogo lombardo e nessuno si è fatto avanti per dire di aver in programma un incontro.

A Napoli vengono ascoltati i familiari per chiarire questo aspetto - non è stato trovato un biglietto per il ritorno in treno -: non c'è nessuna macchia nel suo passato che possa suggerire altre ipotesi al di fuori di una rapina finita male. L'ipotesi però non convince pienamente gli inquirenti visto che si tratta di un'aggressione "troppo efferata" realizzata con un "coltellaccio da cucina", poi abbandonato sul marciapiede.

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