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Milano, Sala di nuovo sindaco: i risultati definitivi

05 ottobre 2021 | 07.57
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Il candidato di centrosinistra eletto con il 57,73%, Bernardo al 31,97%

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(Foto Fotogramma)

Elezioni Milano, Giuseppe Sala di nuovo sindaco. Il candidato del centrosinistra è stato eletto con il 57,73% dei voti al termine dello scrutinio nelle 1.248 sezioni. Lo sfidante di centrodestra Luca Bernardo si è fermato al 31,97%.

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Gli altri candidati hanno totalizzato: Luigi Paragone, appoggiato da Milano Paragone sindaco e Grande nord, il 2,9%, Layla Pavone (M5s) 2,70%, Gabriele Antonio Mariani (Milano in Comune e Civica Ambienta lista) all'1,57%, Giorgio Goggi (Socialisti di Milano e Milano liberale) lo 0,71%, Bianca Miriam Tedone (Potere al Popolo) lo 0,57%, Mauro Festa (Partito Gay) lo 0,46%, Teodosio De Bonis (3V) lo 0,45%, Marco Muggiani (Pci) lo 0,29%, Alessandro Fabio Pascale (Partito comunista) lo 0,27%, Bryant Biavaschi (Milano inizia qui) lo 0,18% e Natale Azzaretto (Partito comunista dei lavoratori) lo 0,11%.

"Evento quasi storico" ha detto il primo cittadino parlando al suo comitato elettorale. "La destra è forte finché non la guardi da vicino, è allora che scopri le sue debolezze" aggiunge, sottolineando come il centrosinistra non sia "mai arrivato a vincere a Milano al primo turno da quando, nel '93, il sindaco viene eletto con queste modalità". "Se i voti saranno confermati rispetto al 2016 ho preso 40-50mila voti in più" calcola Sala. "E' una lezione politica importante per il Paese", si fanno "grandi slogan e proclami", ma, chiede, "il futuro politica ha bisogno di questo?". "Adesso c'è già una corsa a scaricare i candidati, mi sembra sbagliato. Io non voglio difenderli, ma sono stati scelti da qualcuno, con lungo ripensamento, è un giochino che non funziona con i milanesi, che guardano alla concretezza". Quello che emerge dal voto delle amministrative è che "queste città sono vive, hanno associazioni di cittadini che vogliono contribuire". "Ci sono tante cose da fare e non si possono fare da soli. La mia promessa ai milanesi è essere il sindaco di tutti, garantire che troverò le formule per far partecipare tutti, questo credo che sia il vero segreto per uscire bene da questo momento difficile", ha spiegato. "Chiudo ripartendo dall'inizio".

Punta, poi, il dito contro Salvini, definendolo "il principale responsabile del risultato del centrodestra. Da quello che abbiamo capito ha gestito lui il processo di scelta"."E' stato martellante a Milano con i suoi proclami. Fino a poche settimane fa diceva che non avrebbero vinto a Milano, ma stravinto. L'impressione è che non conosci abbastanza bene la città se puoi dire a tre settimane dal voto stravinceremo", osserva il sindaco.

"Io sono senz'altro riuscito a parlare ai moderati. Ricordiamoci innanzitutto che l'elettorato conservatore di centrodestra a Milano potenzialmente vale il 50%. Però non è un elettorato al quale basta una strizzata d’occhio, ma vogliono capire la tua volontà e io ho cercato di interpretarla senza nascondere mai il mio indirizzo politico e facendo anche delle cose che se avessi dovuto ragionare solo in ottica elettorale, ad esempio sulla mobilità, non avrei fatto". Anche l'appello al voto disgiunto, secondo lui, ha funzionato. "Sono sicuro. Dalla serie storica l'elettorato di centrodestra vale il 50%, quindi è abbastanza evidente che si è fatto uno spostamento o in maniera diretta o magari con il voto disgiunto. Quindi io penso che sicuramente questo (l'appello, ndr.) ha influito. Detto ciò, io l’ho fatto, perché penso che se uno in campagna elettorale ritiene di farlo in maniera onesta, deve farlo. Sono stato giudicato dagli altri scorretto, ma non so cosa ci fosse di scorretto, mi sembra di averlo fatto molto bene", ha precisato.

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