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Milano Serravalle, scoppia il caso del bando che fa vincere i secondi e i terzi classificati

24 marzo 2021 | 17.32
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Un bando pensato per favorire le pmi che non ci sono e con appalti poi assegnati a chi ha perso la gara. Fa discutere la decisione della Milano Serravalle di aprire una gara per la concessione di 32 lotti relativi alla gestione dei servizi, ristorazione e carburanti, applicando per i vincitori un tetto massimo di 5 lotti oil e 5 lotti non oil. Una norma pensata per favorire l'apertura del mercato a nuove imprese, ma che nei fatti, considerate le offerte mostrate solo dai grossi operatori presenti sul mercato e cioè Chef Express/Cremonini, Sarni, Autogrill e My Chef/Elior, ha finito per tagliare lotti a chi ne aveva vinti più di 5 per assegnarli a chi si è classificato secondo o terzo, con punteggi inferiori e offerte ritenute peggiori dalla stessa società autostradale.

Una situazione che rischia di innescare ricorsi e controricorsi (uno è già pendente al Consiglio di Stato). La norma era già stata criticata dall'Antitrust per il rischio di applicazioni sbagliate e c'e chi teme la replica di un nuovo caso Aria, in un momento in cui la Regione Lombardia è sotto pressione per le vaccinazioni contro il Covid. Assegnare i lotti a chi non ha presentato l'offerta migliore porta la società a incassare meno, danneggiando la società e gli stessi azionisti della Milano-Serravalle, di fatto controllata dalla Regione. Ma non solo. A quanto si apprende, la decisione di inserire nel bando i tetti per le aggiudicazioni sarebbe stata presa senza avvisare il ministero delle Infrastrutture che avrebbe ricevuto la bozza senza questo punto. Impossibile quindi per il ministero intervenire e svolgere I dovuti controlli. Anche perchè è la stessa Antitrust ad aver sottolineato in più occasioni che la norma del tetto si applica se si apre effettivamente il mercato. Il rischio è che alla fine si finisca per spartire il mercato tra i pochi operatori già presenti con una mera divisione, senza tenere conto delle offerte messe in campo e quindi della concorrenza.

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