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Militari italiani fucilati nella Grande Guerra, la Difesa propone commissione

31 luglio 2014 | 13.40
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Il ministro Pinotti in un'intervista all''Avvenire': "Tempi maturi". Storici perplessi ma unanimi sulla necessità "di rendere onore a quelli che hanno combattuto e riconoscere i torti". Latorre (Pd): "I loro nomi nelle lapidi che ricordano i Caduti"

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Fucilati durante la Grande Guerra

"I tempi sono maturi per un'accurata e scrupolosa operazione di giustizia storica e morale, lontana da preconcetti". Lo afferma in una intervista all'"Avvenire" il ministro della Difesa Roberta Pinotti sulla vicenda degli oltre mille soldati italiani fucilati durante la Grande Guerra.

Il ministro propone di "istituire un gruppo di lavoro per fare luce sui soldati italiani fucilati nel corso della Grande Guerra, vittime di singole esecuzioni o di decimazioni sommarie effettuate sul posto, senza processo".

Le reazioni - ''Perpessità sulla nomina di una commissione, ma se questo può spingere gli studi in una certa direzione, l'idea è apprezzabile e positiva'', dice all'Adnkronos Giuseppe Parlato, ordinario di Storia Contemporanea presso l'Università Internazionale di Roma (Unint).

''Si tratta di rendere onore a tutti quelli che hanno combattuto -sottolinea lo storico- e nello studio complessivo di quel periodo riconoscere che ci sono anche soldati che hanno subito torti e fucilazioni. La storia deve tener conto di questa pagina finora dimenticata'', rimarca il presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice di Roma.

Perplesso anche Francesco Perfetti, ordinario di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche della Luiss Guido Carli di Roma: ''Il probema non è creare commissioni o gruppi di lavoro, ma sollecitare una forte ricerca storica su quei fatti''. ''L'idea di una commissione 'ah hoc' mi lascia un po' perplesso'', spiega il direttore della rivista 'Nuova Storia Contemporanea', che fa notare: ''Se invece ci sono carte che per qualsiasi motivo siano rimaste secretate, allora il gruppo di studio ha una sua ragione. Tenendo presente però che le fonti devono essere accessibili a tutti. C'è da ricostruire fatti, calandosi nel contesto storico''.

Per lo storico, che è stato allievo di Renzo De Felice, ''è positivo indagare su risvolti meno simpatici della storia e su accadimenti più urticanti, ma le ricerche devono essere condotte sulla base di una rigorosa scansione dei fatti, senza preclusioni politiche o ideologiche. E soprattutto occorre che queste iniziative non creino il terreno per formulare giudizi di carattere morale su fatti storici, ma servano invece a riscoprire o chiarire fatti rimasti oscuri. Quello che vale la pena di suggerire è che gli storici, ricostruendo le fasi della Grande Guerra, studino meglio anche questo aspetto, spesso messo da parte''.

D'accordo con la commissione, invece, lo storico Franco Cardini: "Molti processi furono una farsa, con 'avvocati difensori' presi dalle fila di ufficialetti che non erano neanche preparati a questo. Sui numeri la ricerca è tutta da fare, ma le esecuzioni sommarie furono migliaia. E così le fucliazioni sul campo''.

''Ma al di là della computistica macabra -rimarca lo storico- c'è un valore di memoria da recuperare. E ci sono tante fonti da indagare per fare luce sulla storia di militari che forse neanche compaiono nell'elenco dei caduti. Durante la Grande Guerra sono successi fatti orribili, che nel secondo confitto mondiale, per quanto riguarda i militari, sono accaduti in misura minore. Questo vale soprattutto per l'esercito italiano, ma per quello francese e russo''.

''Gente semianalfabeta -sottolinea lo storico- fu avviata alla morte con il miraggio di un pezzo di terra da coltivare. Lo aveva promesso Salandra, e invece si ritrovarono solo piombo e trincea. Carne mandata al macello. Il mito della 'vittoria mutilata' -conclude Cardini- non è nato per caso''.

I nomi nelle lapidi per i Caduti - ''Stiamo ricostruendo con un'attenta ricognizione storica e documentale tutti i nominativi dei soldati italiani caduti nella Grande Guerra. In questo percorso che rende onore a tutti i nostri militari, sarebbe auspicabile inserire nelle lapidi dei comuni italiani che ricordano i Caduti anche i nomi dei militari fucilati, come è accaduto in Francia''. Lo dice all'Adnkronos il presidente della commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre.

Oggi il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, in un'intervista ad 'Avvenire' ha proposto di istituire un gruppo di lavoro per fare luce sulla vicenda dei soldati italiani fucilati durante la Grande Guerra, vittime di singole esecuzioni o di decimazioni sommarie effettuate sul posto senza processo.

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