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Milleproroghe: ok commissione, dalle 18.30 in aula Camera

17 febbraio 2015 | 13.48
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Il decreto legge ha ottenuto il via libera dalla commissione Affari costituzionali della Camera, dopo una maratona che si è conclusa questa mattina all'alba. Le principali novità riguardano il regime dei minimi, la proroga degli sfratti e la rateazione delle cartelle Equitalia

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Il decreto legge milleproroghe ha ottenuto il via libera dalla commissione Affari costituzionali della Camera, dopo una maratona che si è conclusa questa mattina all'alba. A partire dalle 18,30 il provvedimento sarà all'esame dell'aula, che dovrebbe approvare il decreto legge utilizzando la corsia preferenziale della fiducia.

Le principali novità inserite nel corso dell'esame in commissione riguardano il regime dei minimi, la proroga degli sfratti e la rateazione delle cartelle di Equitalia.

“L’emendamento approvato sulla questione sfratti per fine locazione fa giustizia in doppio senso, non perpetua una automatica proroga degli sfratti, considerata incostituzionale dalla Consulta, e dà il tempo ai casi effettivamente bisognosi perché venga attuato il passaggio da casa a casa". Così il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Per i casi delle persone più disagiate, infatti, "i Comuni possono usare il fondo affitti, finanziato nel 2014 con 100 milioni di euro e nel 2015 con altri 100", spiega ancora ricordando come "per facilitare il passaggio da casa a casa, su richiesta dell’inquilino, il giudice competente per l’esecuzione dello sfratto ha 120 giorni a partire dalla data di conversione della legge per decidere la sospensione dello sfratto e la sua durata". Nessuno "automatismo generalizzato", dunque, conclude, "ma vera volontà di risolvere l’emergenza caso per caso con attenzione al bisogno e rispetto dei diritti di tutti”.

"Alla fine ce l’abbiamo fatta. Dopo una dura battaglia il M5S è riuscito a rinviare l’ulteriore rincaro dei contributi previdenziali a carico dei titolari di partita Iva iscritti alla gestione separata Inps", hanno affermato i deputati Cinquestelle in merito a un emendamento, a prima firma Tiziana Ciprini, approvato durante la discussione del decreto. "Di fronte a un governo che ha completamente dimenticato i giovani precari, se non per stangarli con il nuovo regime dei minimi, il M5S ottiene che la contribuzione rimanga al 27% quest’anno per salire progressivamente al 29% soltanto nel 2017" aggiungono i deputati Cinquestelle. "Si tratta -concludono- di un segnale tangibile in favore di quegli autonomi che hanno pesantemente sofferto gli effetti della crisi economica ed occupazionale".

“Per ottusità burocratica e insipienza politica il governo fa fallire 220 aziende balneari (ristoranti, bar, negozi), i cosiddetti pertinenziali incamerati (strutture dello Stato date in concessione)”. A dirlo è Sergio Pizzolante, vice presidente dei del gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) alla Camera, annunciando che non voterà "il provvedimento perché non voglio essere complice”. Dopo che "questa notte in Commissione Bilancio, in conseguenza del parere negativo del governo, è stato bocciato un emendamento del sottoscritto e di alcuni deputati del Pd che chiedeva semplicemente uno slittamento dei pagamenti in attesa della riforma delle concessioni e dei canoni che prevede già una soluzione strutturale. È l’ennesima prova dell’ottusità del Mef che, per bramare gettito, fa fallire le aziende. Gettito che, in realtà, mai otterrà perché le imprese non sono in condizione di pagare".

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