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Minacce a Meloni, Conte: "Esecrabili, condanna senza se e senza ma"

07 dicembre 2022 | 14.09
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"Io so cosa significa perché quando ero presidente del Consiglio ho ricevuto tante minacce, in particolare durante l’emergenza pandemica"

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(Fotogramma)

"Ferma condanna per le minacce che sono arrivate alla premier e a sua figlia. Sono gesti esecrabili, bisogna stare vicino alle istituzioni". Così il leader di M5S, Giuseppe Conte, a margine di un evento a Torino. "Io so cosa significa perché quando ero presidente del Consiglio ho ricevuto tante minacce, in particolare durante l’emergenza pandemica - ha aggiunto - dunque condanna senza se e senza ma".

Per Silvio Giovine, deputato di Fratelli d’Italia, “è agghiacciante e preoccupa il clima di intolleranza che in questi giorni si sta diffondendo dalle piazze alla rete fino alle università. In ultima, le gravissime minacce ricevute sui social dal presidente Meloni, cui esprimo la più sincera solidarietà, vittima della campagna d’odio grillina sul reddito di cittadinanza che il governo vuole abolire. Una campagna d’odio fondata sulla difesa di una misura che non è stata utile a contrastare la povertà e non ha funzionato come strumento di inserimento nel mercato del lavoro, ma che è servita soltanto per scopi elettorali al M5S che ha alimentato livore e tensione sociale, prendendosi gioco delle fasce più deboli della popolazione. Giuseppe Conte è ancora in tempo per smorzare i toni e svelenire il clima che ha portato ai violenti attacchi contro il presidente Meloni e la maggioranza di governo. O forse da mero incitatore vuole trasformarsi nel responsabile morale di qualcosa di più grave?” ha dichiarato Giovine.

Il M5S fa quadrato attorno al leader. "Condanniamo nel modo più assoluto le minacce nei confronti di Giorgia Meloni e di sua figlia: l’odio e la violenza non porteranno mai da nessuna parte - ha detto il senatore e vicepresidente del M5S Mario Turco - Non possiamo fare a meno di osservare il livello di strumentalizzazione che molti esponenti della maggioranza stanno alzando su questo episodio, trasformato nell’ennesima occasione per puntare il dito contro Giuseppe Conte e il M5S. Lo stesso Giuseppe Conte che, quando era presidente del Consiglio, ha ricevuto numerose minacce, in particolare durante la pandemia quando non tutti hanno avuto atteggiamenti propriamente responsabili".

Il deputato e vicepresidente del M5S Michele Gubitosa ha scritto in una nota: “Condanniamo con fermezza le minacce rivolte al presidente Meloni e a sua figlia. Con altrettanta fermezza, respingiamo le accuse che esponenti della maggioranza stanno muovendo nei confronti di Giuseppe Conte e del M5S. Fin dal principio abbiamo esplicitato l’intento dell’azione politica che stiamo portando avanti in queste settimane, che è l’esatto opposto di ciò che leggiamo in queste ore".

"A nome del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle esprimo la più ferma condanna per le gravi minacce ricevute da Giorgia Meloni. La violenza, di qualsiasi tipo, non è mai accettabile. Al tempo stesso respingiamo l'accusa rivolta a Giuseppe Conte di 'fomentare l'odio' o di 'aizzare le folle' che viene sollevata in queste ore da esponenti della maggioranza" ha dichiarato la capigruppo del Movimento 5 Stelle al Senato Barbara Floridia.

Chi parla del rischio di una piazza violenta "lo fa in maniera strumentale e pretestuosa - ha detto Giuseppe Conte - persone che non sono state né a Scampia né a Roma a piazza Ss. Apostoli dove abbiamo incontrato anche tanti imprenditori, architetti e ingegneri disperati per la chiusura al superbonus da parte del governo. C'è tanto disagio sociale, non invertiamo cause ed effetti. Disagio sociale e sofferenza, e tutto questo rischia di scatenare frustrazione e disperazione. Dobbiamo offrire delle risposte politiche. Invitiamo sempre tutti a mantenere in un canale pacifico i segni di protesta e sicuramente non possono accusarci, se non in malafede, di alimentare minacce, minacce che - ha ribadito - sono da condannare senza se e senza ma".

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