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Minacce di morte allo staff del Wwf nel Parco nazionale di Virunga in Congo

14 maggio 2014 | 15.29
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Minacce di morte ad alcuni impiegati del Wwf per l'opposizione che l'organizzazione internazionale sta portando avanti contro lo sfruttamento petrolifero all'interno del parco Nazionale del Virunga, il più antico parco nazionale africano. Lo fa sapere il Wwf che nei giorni scorsi ha denunciato alle autorità competenti telefonate anonime ricevute da due impiegati presso l'ufficio di Goma, nella Repubblica Democratica del Congo.

In una telefonata una persona non identificata, riferendosi alla dichiarazione pubblica di un dipendente circa gli impatti negativi del petrolio nel Parco avrebbe detto ''Vogliamo la sua testa''. Segnalazioni di minacce sono aumentate in queste settimane, soprattutto a partire da quando, durante un agguato, il direttore del parco del Virunga Emmanuel de Merode è stato ferito gravemente da sconosciuti. Le autorità stanno investigando per individuare i responsabili.

Altri attivisti della società civile hanno raccontato al Wwf che anche loro hanno ricevuto diverse telefonate minacciose, sms e messaggi scritti. Nelle telefonate di minaccia giunte al Wwf hanno detto ''abbiamo mancato de Merode ma non mancheremo voi''. Il WWF insiste affinchè le autorità della Repubblica Democratica del Congo facciano tutto il possibile per portare di fronte alla giustizia i feritori di de Merode e le persone responsabili delle minacce ricevute.

Intanto cresce nel parco Nazionale del Virunga la tensione mentre la compagnia di bandiera britannica Soco International Plc continua la perlustrazione con test sismici nel lago Edward. Per il Wwf, lo sfruttamento petrolifero nel World Heritage Site potrebbe mettere a repentaglio il benessere di 50.000 famiglie che dipendono dal lago per lavoro, cibo e acqua potabile. I pescatori lamentano che viene loro impedita l'attività di pesca durante i test sismici e che temono che le perforazioni possano portare alla contaminazione delle acque

L'opposizione alle attività della Soco in Virunga sta crescendo ovunque nel mondo. Recentemente un referente del governo britannico basato nella Repubblica democratica del Congo, Mark Power, ha reiterato l'opposizione del governo britannico all'esplorazione petrolifera all'interno del parco. Anche il premio Nobel e campaigner contro l'Apartheid, Desmond Tutu, ha puntato il dito contro quello che sta succedendo nel parco del Virunga.

Il comitato Unesco per i siti patrimonio dell'Umanità ha pubblicato un appello affinché tutti i permessi di esplorazione petrolifera all'interno del parco venissero revocati. I governi dell'Unesco si riuniranno il prossimo mese per l'incontro annuale e nei prossimi giorni dovrà essere pubblicato un nuovo report a firma dell'Unesco, Iucn e segretariato Ramsar con la valutazione dello stato di conservazione di questo importante sito. Oltre 700.000 persone in tutto il mondo hanno sottoscritto fino ad ora la petizione del Wwf contro le esplorazioni petrolifere della Soco nel Parco Nazionale Virunga http://www.wwf.it/petizione_virunga.cfm.

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