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'Mio figlio picchiato da babysitter, ma lui ancora non sa parlare e lei è libera'

23 maggio 2016 | 15.57
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(Immagine di repertorio) Fotogramma

Il babysitter ha picchiato selvaggiamente un bimbo di un anno, ma non può essere incriminata perché la piccola vittima, che ancora non parla, non può dichiarare formalmente di aver subìto abusi. E' la surreale vicenda che Joshua Marbury, padre del piccolo Jacob, racconta in un lungo post pubblicato su Facebook, con le foto del piccolo, e condiviso da oltre 270mila utenti. Nello stato dell'Oregon, secondo una sentenza emessa dalla Corte d'appello nel 2012, le accuse per abusi non vengono formalizzate se la vittima non è in grado di parlare.

"Due mesi fa, se non di più, mio figlio di un anno è stato colpito sul lato destro del viso dal babysitter, diversi dottori e il detective hanno detto che avrebbe potuto ucciderlo. Dopo diversi giorni ... abbiamo ottenuto la confessione della responsabile degli abusi. Ma questa persona non è stata arrestata perché bisognava istruire il caso", scrive Marbury. "Dopo due mesi di attesa, abbiamo scoperto che le accuse sono cadute perché mio figlio di un anno non può esporre verbalmente che è stato abusato, perché non ha mostrato dolore o manifestato che questa persona abbia agito intenzionalmente", aggiunge. "Avete una confessione e le prove, compresa quella dell'impronta di una mano... Bisogna fare qualcosa: nessuno può colpire un bambino e cavarsela perché il bambino non sa parlare".

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