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Misure anti-Ebola: a Fiumicino pronte le tute speciali, al Jfk di New York c'è il 'controllo febbre'

11 ottobre 2014 | 14.58
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Il direttore Enac dello scalo romano all'Adnkronos Salute: "Piano ad hoc con tute di sicurezza, anche se non ci sono voli diretti dai Paesi colpiti dall'epidemia". E nell'aeroporto americano sale la vigilanza per i viaggiatori provenienti da Liberia, Sierra Leone e Guinea (leggi le misure adottate). Nei prossimi giorni anche a Chicago, Atlanta e Washington. L'infermiera spagnola sta meglio e parla. Oms: "Virus radicato e in crescita nei Paesi colpiti"

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L'aeroporto di Fiumicino (Infophoto)

New York e Roma pronte all'emergenza Ebola.

All'aeroporto di Fiumicino, come pure negli altri scali italiani, non atterrano voli provenienti dai Paesi africani colpiti dall'epidemia. Ma è comunque stato predisposto "un piano ad hoc che prevede l'utilizzo di ambulanze ad alto bio-contenimento, fornite in caso di bisogno dalla Croce Rossa, che abbiamo già utilizzato una volta per il sospetto caso di infezione nei giorni scorsi, e l'impiego di tute di sicurezza di classe tre. Speriamo di non doverle mai utilizzare, ma in caso di rischio è tutto pronto". A dirlo all'Adnkronos Salute è Vitaliano Turrà, direttore Enac dell'aeroporto di Fiumicino.

Negli scali americani e a breve anche in quelli britannici sono al via i controlli della temperatura corporea dei passeggeri provenienti da Liberia, Guinea e Sierra Leone, mentre in Italia "per ora il ministero della Salute non ha ritenuto necessario questo provvedimento. Se lo dovesse prevedere saremo comunque pronti a utilizzare i termometri ad hoc".

Nello scalo romano nessuna preoccupazione fra i circa 40.000 dipendenti, assicura Turrà, anche perché "ormai c'è conoscenza del virus. Abbiamo apposto dei cartelli, rivolti soprattutto ai passeggeri che si recano nelle aree a rischio, in cui si spiega nel dettaglio cosa fare per evitare l'infezione e in caso di sintomi. Al momento c'è serenità".

Diverso il discorso all'aeroporto Jfk di New York per i controlli anti-Ebola (LEGGI): lo scalo della Grande Mela parte infatti con la misurazione della febbre dei passeggeri provenienti da Liberia, Sierra Leone e Guinea - i Paesi più colpiti dall'epidemia che ha ucciso oltre 4.000 persone.

Oltre al controllo della temperature, ai viaggiatori viene rivolta una serie di domande sulla 'storia' del loro viaggio: i controlli all'aeroporto O'Hare di Chicago, al Newark di New York, al Dulles di Washington e allo scalo di Atlanta inizieranno nei prossimi giorni.

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