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"Mo' l'abbiamo ucciso", l'intercettazione di un pestaggio inflitto a spacciatore

22 luglio 2020 | 18.23
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Immagine di repertorio (Fotogramma)

Quando ho visto quel sangue per terra, ho detto: ‘Mo’ l’abbiamo ucciso…’”. Parlava così, intercettato, l’appuntato dei carabinieri in servizio alla stazione Levante di Piacenza arrestato oggi nell’ambito dell’inchiesta della locale procura che ha portato anche al sequestro della caserma di via Caccialupo, a proposito del pestaggio inflitto a uno spacciatore di nazionalità nigeriana arrestato poco prima.

L’uomo, come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Piacenza Luca Milani, prima di essere bloccato era stato colpito violentemente tanto da crollare a terra perdendo molto sangue. Dal cellulare dell’appuntato i finanzieri che hanno condotto le indagini hanno estrapolato anche una foto dell’arrestato picchiato, ritratto seduto sull’asfalto, ammanettato e senza scarpe, con il volto insanguinato e con vistose macchie di sangue sul selciato.

Non è questo l’unico episodio di pestaggio contestato agli indagati, alcuni dei quali sono accusati di tortura. Un altro giovane, egiziano, fermato dai militari sempre per fatti di droga, veniva “minacciato anche con violenze e agendo con crudeltà”, come riporta ancora l’ordinanza, “cagionandogli acute sofferenze fisiche”. “Minchia, questo c’ha fatto penare - diceva a proposito di quest’altro arresto l’appuntato dei carabinieri parlando con la compagna - mamma mia quante mazzate ha pigliato, colava il sangue, il sangue gli colava da tutte le parti, sfasciato da tutte le parti, non parlava. Credimi che ne ha prese, ne ha prese”.

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