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Moda ecofriendly, l'outfit bimbo è in fibra di latte

16 novembre 2018 | 14.13
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Moda ecofriendly, l'outfit bimbo è in fibra di latte

Idratante, anallergica, antibatterica, termoregolatrice e compostabile. E’ la fibra di latte che oltre ad essere sostenibile, perché ricavata dagli scarti della produzione alimentare del latte, ha diverse proprietà benefiche per la pelle. Una fibra, dunque, particolarmente indicata nei neonati perché, come spiega Maria Maddalena Falaschi, founder della startup Origami, “nei primi 2 anni di vita la pelle è particolarmente esposta”.

Origami è una startup che realizza abbigliamento per neonati da 0 a 24 mesi utilizzando proprio la fibra di latte e cotone organico. Nei primi 24 mesi di vita, sottolinea la fondatrice, “la pelle è più vulnerabile all’insorgenza di malattie della pelle come ad esempio la dermatite atopica. Una patologia che in Italia riguarda più di un milione di bambini e il 95% la sviluppa proprio nei primi due anni di vita”.

Da questa esigenza e dal progetto di laurea della fondatrice, nasce, dunque, Origami. “All’utilizzo di questa fibra che aiuta il bambino a difendersi – spiega la Falaschi - abbiamo unito anche uno studio del design per eliminare tutti gli elementi di fastidio presenti in un campo, come ad esempio le etichette interne, e facilitare il confort e quindi la vestizione e svestizione del bambino da parte del genitore”.

Sempre seguendo la filosofia della massimizzazione del confort, racconta Falaschi, “abbiamo realizzato anche una mini collezione per i bambini prematuri ricoverati in ospedale nelle terapie intensive prenatali”. Venendo a contatto con queste realtà, “ci siamo resi conto che c’era una forte necessità di capi adeguati non solo in dimensioni ma anche proprio nella strutturazione del capo per essere compatibile con le strumentazioni utilizzate all’interno del reparto”.

Nascono così una serie di capi che “abbiamo donato alle terapie intensive di Cesena e di Rimini con l’obiettivo di poterle diffondere in tutte le terapie intensive d’Italia” e per riuscirci la startup lancia la sfida: devolvere, per ogni capo che verrà comprato sullo shop on-line, un euro per la realizzazione di questo progetto.

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