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Modena, primario aggredito con acido: fermato l'ex della compagna

14 dicembre 2016 | 08.32
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Stefano Tondi nel videomessaggio diffuso dal Policlinico di Modena (fermo immagine da video)

Ci sarebbe la gelosia e il desiderio di vendetta dietro l'aggressione con soda caustica del primario di Modena. Come già anticipato dal pubblico ministero della procura, Lucia Musti ci sarebbe l'ossessione per una donna alla base del folle gesto. Fermato stamattina un 59enne, residente a Palagano e dipendente del distretto sanitario di Sassuolo. L'uomo conosceva il primario di cardiologia, Stefano Tondi da 20 anni e aveva avuto una relazione con la donna che da agosto è la compagna del primario. "Abbiamo battuto qualsiasi pista - spiega il pm Musti all'Adnkronos- alla fine quella giusta era 'la pista'" per eccellenza: quella del crimine passionale. L'uomo - spiega Musti - abita in un casolare nell'Appennino modenese, molto lontano dalla campagna vignolesi dove abita Tondi. In questo momento è in atto, insieme al fermato, la perquisizione della sua abitazione che è molto vasta ed isolata (cosa che ha complicato le indagini)".

A permettere agli investigatori di risalire ad Albicini è stato l'esame del Dna ricavato dal bastone trovato vicino a casa del primario che l'aggressore voleva utilizzare per finire Tondi dopo l'agguato con la soda caustica. Le analisi del Ris di Parma hanno confermato un quadro indiziario già forte nei confronti del fermato, ottenuto dalla procura di Modena. Albicini era già stato sentito in precedenza, come tante altre persone, come persona informata sui fatti.

L'aggressione era avvenuta il 10 novembre scorso a danno di Tondi e del figlio Michele. L'accusa è tentato omicidio e lesioni personali aggravate.

Fino alla convalida del fermo da parte del gip, che dovrà avvenire entro 48 ore, l'uomo rimarrà in carcere.

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