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Moncler e contraffazione, con una app puoi capire se quel capo è falso

05 aprile 2016 | 11.35
LETTURA: 2 minuti

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La sede della Moncler in via Stendhal a Milano (Fotogramma Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Per Moncler la lotta alla contraffazione è un obiettivo fondamentale. Fin dal 2009, la griffe di piumini ha intrapreso un ampio programma di difesa dei propri consumatori. Nel 2013 ha lanciato anche il sito code.moncler.com, direttamente gestito dall’azienda: una piattaforma dedicata alle verifiche delle etichette anticontraffazione nella quale i clienti possono registrarsi per verificare le caratteristiche del capo acquistato e ottenere così un riscontro immediato sulla sua autenticità.

Ma ora Moncler è andata oltre, si legge in una nota dell'azienda stessa. A partire dalla collezione Primavera/Estate 2016 infatti, tutti i prodotti sono dotati di un rivoluzionario sistema anti-contraffazione, che si avvale dell'RFID (Radio Frequency IDentification). Il chip, solitamente utilizzato per i pagamenti, qui viene invece impiegato per confermare l’autenticità del prodotto e permetterne una verifica più interattiva ed efficace, collegandosi al sito code.moncler.com o leggendo il QRcode o il tag NFC attraverso l’utilizzo di apposite App facilmente scaricabili sul proprio smartphone.

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