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Mondiale sull'ottovolante per le quattro donne leader dei Paesi finalisti

09 luglio 2014 | 17.15
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Lo psicologo Di Giannantonio dell'Università di Chieti all'Adnkronos traccia l'identikit psicologico delle tre signore: "Dilma Rousseff oggi è come una madre dopo il tragico incidente del figlio", Angela Merkel è "una sorta di 'ape regina'", Cristina Kirchner "è come una signora con una cambiale in scadenza" e per la Regina Maxima d'Olanda "noblesse oblige"

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Una finale sull'ottovolante per le 4 donne più potenti dei Paesi arrivati alle ultime fasi del Mondiale brasiliano, dopo la bruciante sconfitta del Brasile stracciato ieri dalla Germania. "Un segno evidente che il ruolo della donna si è evoluto arriva dal fatto che sono in rosa tre leader delle Nazioni arrivate in semifinale. E nel quarto c'è un re, ma anche una regina. Si tratta, comunque, di donne in condizioni psicologiche molto diverse". E' l'analisi dello psichiatra Massimo Di Giannantonio, docente dell'Università G.D'Annunzio di Chieti, che all'Adnkronos Salute traccia l'identikit psicologico delle quattro 'signore del Mondiale'.

"La presidenta brasiliana Dilma Rousseff oggi è come una madre dopo il tragico incidente del figlio. E' affranta dal dolore ma anche preoccupata per le conseguenze sociali della disfatta. Quella che doveva essere una panacea per i problemi del Brasile, in grado di riunire un Paese dilaniato da disparità economiche e sociali, si è trasformata in effetti in un boomerang. Il messaggio subliminale, infatti, era che i sacrifici fatti dai cittadini per l'organizzazione del torneo sarebbero stati sublimati da una vittoria che avrebbe portato il Brasile sul tetto del mondo. Invece lo schiaffo di ieri ha scatenato una delusione che potrebbe essere anticamera del desiderio di vendetta, una rabbia sociale che potrebbe scatenare disordini nel Paese. Ed è proprio questo il timore, oggi, della Rousseff".

Totalmente diversa la situazione della cancelliera Angela Merkel. "Ieri è accaduto qualcosa di unico: una donna ha ottenuto sostegno nel suo ruolo di leader dalla vittoria e dal lavoro di un gruppo di soli uomini. Ecco perché - spiega - vedo la Merkel come una sorta di 'ape regina', che a livello mondiale vede ore i suoi tedeschi vicini al tetto del mondo. Un successo sportivo ma anche di immagine, ottenuto non con la violenza o l'aggressività, ma con gioco di squadra, impegno, dedizione, fatica. A emergere, ieri, non sono stati i singoli, quanto l'armonia e il lavoro di una squadra che sembrava quasi di club. Un trionfo che si riflette positivamente sull'immagine di tutto il Paese e su quella della sua guida incontrastata da anni".

La terza signora del gruppo, la Regina Maxima, è sposa dell'unico leader maschio dei Paesi finalisti, il Re Guglielmo d'Olanda. Ma eredita lo scettro della celebre Regina Beatrice d'Olanda, che abdicando lo scorso anno ha interrotto un successione di regnanti donne che proseguiva da oltre un secolo nel Paese dei tulipani. Per Maxima, nata a Buenos Aires - e dunque forse tifosa dal cuore 'diviso' nella semifinale con l'Argentina - ma soprattutto per la nobile suocera, Di Giannantonio parla di 'noblesse oblige'. "Una nazione piccola compete alla pari con le altri grandi nazioni del calcio. L'Olanda alle prese con la semifinale è la dimostrazione che il merito e l'impegno di pochi può avere un peso importante, purché siano accompagnati da una qualità eccellente". Ecco perché lo psichiatra è convinto che per l'Olanda, "comunque andrà stasera, sarà comunque una vittoria".

Decisamente più scomoda la posizione di Cristina Kirchner per l'Argentina. "La Kirchner è come una signora con una cambiale in scadenza. Una donna preoccupata perché sa che è a un passo da fallimento, ma potrebbe virare verso il riscatto con una vittoria ai Mondiali. L'Argentina sta vivendo questi mesi con lo spettro del default, ma un trionfo di fronte al mondo sarebbe un messaggio forte - spiega lo psichiatra - equivale a dire che 'anche se siamo cattivi pagatori' abbiamo la forza per riscattarci e il talento dei campioni. Ecco, immagino che la Kirchner viva queste ore divisa tra paura e speranza", conclude lo psichiatra, che da tifoso azzarda anche una previsione: "Messi sconfiggerà l'organizzazione olandese. Poi, per la finale, vinca il migliore".

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