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Mondo di Mezzo, no ai domiciliari per Carminati

11 gennaio 2020 | 13.25
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La difesa: "Decisione incomprensibile"

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(Fotogramma)

E’ stata respinta l’istanza di scarcerazione presentata dai difensori di Massimo Carminati. I giudici della Corte d’Appello di Roma hanno negato all’ex Nar di andare ai domiciliari come chiesto invece dai suoi avvocati dopo la sentenza della VI sezione penale della Cassazione dello scorso 22 ottobre che nel processo ‘Mafia Capitale’ ha fatto cadere l’accusa di mafia. Domiciliari che erano stati concessi invece lo scorso dicembre a Salvatore Buzzi, l’altro protagonista dell’inchiesta ‘Mondo di Mezzo’.

"E' un provvedimento che rispetto ma incomprensibile da ogni punto di vista - commenta all’Adnkronos l’avvocato Cesare Placanica difensore di Carminati - basti solo il fatto che non tiene in alcun conto che Carminati abbia fatto, ingiustamente, tre anni al 41bis. Ingiustizia che allo stato, essendo stata esclusa l’ipotesi della mafia, rappresenta l’unico dato certo della vicenda processuale".

I giudici nel motivare la loro decisione spiegano che "la Corte di Cassazione ha sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio, ritenendo la fondatezza, di gran parte delle accuse e riconoscendo in particolare il ruolo di promotore e organizzatore di Carminati con riferimento a due pericolose associazioni per delinquere". E dal certificato penale si evince "il particolare spessore criminale del Carminati, il quale è gravato da precedenti penali inquietanti e continuativi nel tempo".

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