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Salute: Guerritore, non è cancro a devastare donne ma un corpo di plastica

28 maggio 2015 | 14.00
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L'attrice contro il ritocco estremo: "Meglio amazzone, la materia inerte ruba l'anima"

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Meglio amazzone che in un corpo di plastica. L'attrice Monica Guerritore, guarita da un cancro al seno scoperto 9 anni fa, lancia questo messaggio forte alle donne che ancora combattono contro la malattia e temono che un'operazione possa derubarle della femminilità: "Non è un intervento di asportazione del seno a compromettere il nostro essere donna", avverte. La ricostruzione in questi casi è possibile e giusta, ma attenzione al ritocco estremo fatto per ragioni estetiche da chi non riesce ad accettare il tempo che passa: "E' questa corsa a riempire seni, zigomi, colli, labbra che devasta una persona". La frase più applaudita dalle pazienti, ex o ancora in lotta contro il tumore, riunite oggi a Milano per l'edizione 2015 dell''Ieo per le donne', manifestazione ideata 8 anni fa da Umberto Veronesi per raccontare le storie di chi ha vinto un cancro o ci sta provando.

Cinquantasette anni compiuti a gennaio, una bellezza che abbaglia anche senza un filo di trucco, Guerritore ricorda dal palco "l'incidente di percorso assolutamente inaspettato" che nel 2006 le ha cambiato la vita. "Avevo 2 bimbe piccole, di 8 e 6 anni - precisa a margine all'AdnKronos Salute - e dopo un accertamento che mi aveva consigliato la mia ginecologa ho scoperto un piccolo nodulo maligno, rimosso in modo mini-invasivo dal professor Veronesi all'Istituto europeo di oncologia. Grazie alla diagnosi precoce non ho avuto bisogno di altre terapie, né è stato necessario asportare il seno". Ma se lo fosse stato, assicura l'attrice alla platea, "avrei fatto come le amazzoni: un corpetto di cuoio con un seno solo, forte comunque". Perché ricostruire è sacrosanto, mentre "la trasfigurazione plastica" di certa chirurgia estetica "ti toglie ogni forza - aggiunge Guerritore dopo la sua testimonianza - Resta solo la preoccupazione di come è venuto il ritocco".

"C'è una materia inerte e una vitale", spiega ancora l'attrice a margine dell'evento. "Noi siamo materia vitale - precisa - E mentre tutte le donne che devono essere operate per un cancro al seno poi recuperano una forza anche più grande di prima, la chirurgia estetica è materia fredda che limita la tua forza. Invece la vera bellezza è proprio questa forza di esprimersi, quella che nasce da dentro e si sprigiona da ogni singola molecola del nostro corpo, anche da un occhio che cade. Non c'è uomo che non la pensi così, siamo noi donne a farci problemi".

C'è un altro insegnamento che Monica Guerritore vuole trasmettere alle donne dell'Ieo: "E' nei momenti più terribili della vita che si rivela la parte magica di ognuno di noi, quella che ti fa agire con lucidità, intelligenza e rapidità, che ti fa imboccare la strada giusta e prendere le decisioni migliori E' la parte dei miracoli - la chiama l'attrice - la stessa che ti spinge a sollevare con le mani le ruote di un camion se sotto c'è tuo figlio. La potenza nascosta in tutti noi, che non sai di avere e a un certo punto ti si mette accanto. Dobbiamo sempre ricordarci che c'è, giorno dopo giorno". Infine, "bisogna condividere il dolore. Lo faccio sempre recitando i miei personaggi e aiuta, perché se sai che la tua stessa paura la stanno vivendo anche altri, allora la paura si divide". Si fa più piccola. Dopo il cancro "tutto passa - conclude Guerritore - però resta la percezione della mortalità, di essere vulnerabile. Quando lo scopri l'attenzione si sposta dal corpo all'anima: quel peso di 20 grammi che prima o poi volerà".

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