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Expo: Montana presenta nuovi prodotti, hamburger e carne in scatola

30 giugno 2015 | 19.22
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Italianità, basso impatto ambientale, maggiore apporto proteico, meno grassi: queste le caratteristiche su cui punta l'azienda per hamburger e carne in scatola 

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Foto dal sito http://www.cremonini.it

Italianità, basso impatto ambientale, maggiore apporto proteico, meno grassi: sono queste le caratteristiche dei nuovi prodotti di hamburger e carne in scatola presentati oggi da Montana a Expo Milano 2015, nel Padiglione di Federalimentare “CibusèItalia”. Inalca si è concentrata nella costruzione di una filiera bovina integrata attraverso un controllo di tutte le fasi per migliorare l'efficienza della produzione e per ottenere risultati nell'ambito della sostenibilità.

"Questa è una filiera integrata – spiega Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Inalca - perché presidiamo ogni passaggio, dall’allevamento, sempre più centrale nelle nostre politiche, al prodotto finito. E' sostenibile, perché misuriamo l’impatto dei nostri prodotti sull’ambiente e ne mitighiamo gli effetti grazie a un sistema di qualità all’avanguardia; e infine questa filiera è esportabile, perché Inalca ha una presenza già consolidata in Europa, Russia e Africa. Pertanto, possiamo dire a pieno titolo che Inalca è coinvolta direttamente nelle grandi dinamiche agroalimentari mondiali sintetizzate nel tema di Expo Milano 2015 'Nutrire il pianeta. Energia per la vita', e che i prodotti della nostra azienda sono oggi protagonisti di un nuovo modello di produzione sostenibile".

E' stata inoltre realizzata per la prima volta la Dichiarazione Ambientale di Prodotto sugli hamburger di bovino surgelati a marchio Montana. I dati ottenuti dallo studio sul rapporto tra carne e ambiente consentiranno, secondo Giovanni Sorlini, responsabile Qualità e Sicurezza di Inalca, di migliorare ancora la filiera bovina italiana, che oggi costituisce un sistema produttivo solido dal punto di vista ambientale.

"Per la prima volta – dice Sorlini – abbiamo dati certi ricavati dalla realtà produttiva italiana. È un contributo importante nel dibattito nazionale sul rapporto carne–ambiente, che consente di valutare i reali consumi e gli impatti della nostra filiera. Lo studio conferma ulteriormente come la carne consumata in una dieta equilibrata, modello di consumo ben rappresentato dalla “Clessidra Ambientale”, possa considerarsi come “Sostenibile”. I dati ottenuti consentiranno di migliorare ulteriormente la filiera bovina italiana, che oggi costituisce un sistema produttivo solido dal punto di vista ambientale, possibile riferimento anche per modelli produttivi extraeuropei".

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