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Monti (Assoporti) a Renzi: ridare centralità a porti, serve piano industriale

27 febbraio 2014 | 17.02
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Roma, 27 feb. (Labitalia) - "Bisogna ridare centralità ai porti, dobbiamo dotare il nostro Paese di un piano industriale portuale nazionale, oggi è più che mai necessario", nel sistema economico del Paese. E' quanto chiede al governo e al premier Matteo Renzi, in un'intervista a Labitalia, Pasqualino Monti, presidente di Assoporti, l'associazione di settore dei porti, che si dice "soddisfatto che il ministro Lupi possa continuare nel suo lavoro".

"Abbiamo discusso al tavolo con lui e con il Parlamento su quello che dovrà essere la legge di riforma delle Autorità portuali -continua- e quindi delle immediate risposte che il mercato portuale si aspetta dal governo. Risposte anche in termini di programmazione del futuro sistema portuale nazionale".

Del discorso programmatico del premier Matteo Renzi, Monti ha apprezzato "il fatto che si sia affrontata in modo nuovo il tema dell'economia nel nostro Paese". "Speravo si parlasse anche di portualità, perchè l'85% delle merci che tocca il nostro Paese -ricorda- arriva via mare, e c'è bisogno di far dialogare le diverse modalità di trasporto. Aspettiamo adesso di sederci a un tavolo con il ministro perchè i tempi sono davvero stretti e il mercato non ci aspetta, abbiamo delle risposte da dare in tempi rapidi. Troppo spesso in passato le scelte di spesa sono andate in direzione opposta a quelle che sono esigenze di mercato".

Una nuova 'stagione' dei porti italiani, secondo Monti, potrebbe sostenere la ripresa del Paese. "Ci auguriamo -spiega- che questa programmazione, una piccola rivoluzione del sistema portuale, possa dare un impulso al pil. Oggi i porti versano 16 miliardi di euro all'Erario, ma ancora troppa parte dei nostri mercati di consumo viene servita non da porti nazionali. Abbiamo una tradizione straordinaria, la legge 84/1994 è stata una legge importante, però si è spenta la sua spinta propulsiva proprio nel momento in cui le leggi di finanziamento ai porti si sono concluse nel 2003 e 2004".

Quindi, per Monti, "la prima esigenza che abbiamo è di dotare le autorità portuali di una vera autonomia finanziaria e di un ruolo di coordinamento nell'ambito portuale".

"E poi -aggiunge- combattere il male supremo del nostro Paese e anche dei porti che è la burocrazia. Inoltre, la possibilità di ragionare in termini di logistica, che oggi in Germania è la prima industria, ma che nel nostro Paese -conclude- ha ancora un significato troppo, troppo, basso".

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