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Moody's 'raffredda' Italia, stima Pil 2022 tagliata a 2,3%

26 maggio 2022 | 12.15
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Nuova 'sforbiciata' delle stime di crescita dell'Italia che - secondo l'agenzia Moody's - quest'anno dovrebbe limitarsi a +2,3% contro il +3,2% delle stime precedenti. Nell'aggiornamento del Global Macro Outlook 2022-23 - in cui abbassa al 3,1% la ripresa del Pil del G20 (era a +3,6% a marzo) l'agenzia segnala per il nostro paese un impatto negativo legato alla contrazione dei redditi provocata dalla crescita dell'inflazione (che nel 2022 dovrebbe toccare il 6% per poi scendere il prossimo anno al 2,3%). Moody's spiega di prevedere "una contrazione dei consumi privati nel trimestre in corso e una ripresa della crescita al di sotto del potenziale nella seconda metà dell'anno" per via della "consistente pressione sul potere d'acquisto delle famiglie". Peraltro, aggiunge Moody's "la spesa in conto capitale sarà il principale motore di crescita grazie al pacchetto di ripresa Next Generation EU" con una disoccupazione vista in leggero calo dal 9,5% del 2021 all'8,8% quest'anno.

Per il prossimo anno Moody's vede per l'Italia una crescita ancora più debole, appena l'1,7% contro il +2,6% della Germania (che per il 2022 ha visto confermato un Pil a +1,8%). L'agenzia ha anche abbassato le previsioni di crescita per il 2022 per la Francia (al 2,2%) e ha rivisto al ribasso le stime 2023 per il Regno Unito all'1,0% dall'1,4% precedente. Moody's spiega di credere in un calo dell'inflazione nel corso di quest'anno e del prossimo, na con tassi molto elevati che potrebbero persistere per molti mesi, a causa degli elevati prezzi dell'energia e dei generi alimentari e delle problematiche sulla catena di forniture dalla Cina.

"In Europa le famiglie devono fare i conti con una prolungata compressione del reddito reale ed è improbabile che l'impatto dei pacchetti di sostegno del governo, inclusi sconti energetici, assistenza al reddito e riduzioni dell'imposta sul valore aggiunto, attenuerà completamente gli effetti dell'elevata inflazione" scrive Moody's.

"Le economie europee - si sottolinea nel rapporto - sono anche le più esposte all'aggravarsi del conflitto Russia-Ucraina. I tagli alla fornitura di gas naturale costringerebbero a un razionamento dell'energia tra i settori, facendo precipitare l'economia dell'area in una recessione".

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