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Morta durante la cattura l'orsa Daniza, non è sopravvissuta all'anestesia

11 settembre 2014 | 10.43
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E' durata quasi un mese la fuga dell'animale che a Ferragosto aveva ferito un uomo nei boschi del Trentino per proteggere i propri cuccioli. Uno è stato catturato e liberato dopo l'applicazione di una marca auricolare. Insorgono le associazioni animaliste. Enpa: "Ministro si dimetta". Orso bruno 'in visita' nel centro storico di Pescocostanzo/ FOTO

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Triste epilogo per Daniza , l'orsa che ad agosto aveva aggredito un fungaiolo per proteggere i propri cuccioli. L'animale è morto la scorsa notte durante la cattura a causa dell'anestesia.

Ne dà notizia la provincia di Trento spiegando che "in ottemperanza all'ordinanza che prevedeva la cattura dell'orsa Daniza, dopo quasi un mese di monitoraggio intensivo, la scorsa notte si sono create le condizioni per intervenire, in sicurezza, con la telenarcosi. L'intervento della squadra di cattura ha consentito di addormentare l'orsa che, tuttavia, non è sopravvissuta".

Catturato con le stesse modalità, e poi liberato, anche uno dei due cuccioli, che è stato dotato di marca auricolare al fine di assicurarne il costante monitoraggio. A tal fine sul posto, informa la provincia, è già operativa la squadra d'emergenza. Dell'episodio sono stati informati il ministero dell'Ambiente, l'Ispra e l'Autorità giudiziaria. Già in giornata l'animale sarà sottoposto ad analisi autoptica.

Come spiega all'Adnkronos Salute Marco Melosi, presidente dell'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), "questo tipo di anestesie sono sempre rischiose perché l'animale subisce uno stress importante, sia per lo 'sparo' dell'anestetico che è necessario effettuare per raggiungerlo (telenarcosi) sia per le complicanze che l'anestesia può comportare quando non è possibile eseguire test prima di agire: l'orsa potrebbe aver avuto un problema cardiaco o metabolico sottostante che era impossibile rilevare senza analisi accurate pre-anestesia. La dose di farmaco che si utilizza per addormentare gli animali selvatici è comunque standard e dipende dal peso del soggetto".

Quanto ai cuccioli che Daniza lascia, "probabilmente potrebbero avere qualche problema perché gli orsi hanno bisogno di parecchio tempo per capire come si sopravvive, per imparare dalla mamma a cacciare e a procacciarsi il cibo. Un distacco così immediato non avviene mai in natura: gli allontanamenti sono più graduali e, anche se i piccoli sono abbastanza grandi, un evento così immediato per loro potrebbe essere scioccante", conclude Melosi.

Insorgono le associazioni animaliste - Sul piede di guerra l'Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) che preannuncia una vera e propria mobilitazione legale da parte dell'associazione. Per il presidente Carla Rocchi "se un ministro dell'Ambiente non sa proteggere un orsa che stava difendendo i suoi piccoli, noi ne chiediamo le dimissioni". "Ciò che è accaduto all'orsa Daniza non è un incidente né un fatto casuale: è un animalicidio in pieno regola". "Insieme alle centinaia di migliaia di cittadini che si sono schierati con noi a difesa di Daniza -prosegue Rocchi - consideriamo responsabili di questa morte tutte le autorità che hanno fatto del terrorismo psicologico contro l'orso: in primis la Provincia di Trento e gli amministratori locali ed i politici locali che hanno scatenato questa guerra di religione. Ma anche coloro i quali hanno materialmente eseguito l'intervento di telenarcosi. Al riguardo - continua - chiediamo di sapere se tale intervento sia stato posto in essere da personale medico-veterinario e se siano stati rispettati tutti i protocolli veterinari. Chi a vario titolo è coinvolto nell'animalicidio di Daniza stia sicuro di non dormire sonni tranquilli", conclude la presidente dell'Enpa.

Il Wwf valuta vie legali - La notizia della morte dell'orsa Daniza "lascia sconcertati e giunge come una tristissima conferma della inopportunità della sua cattura più volte rimarcata", afferma il Wwf Italia annunciando che l'associazione ambientalista sta "valutando vie legali" sul caso. "Le istituzioni nazionali, che hanno dimostrato di non saper gestire con la dovuta competenza questa situazione, forniscano celermente i risultati dell'autopsia e facciano emergere la verità su quanto accaduto, su come sia stata gestita questa delicatissima fase della cattura di un animale già spossato, perché in fase di allevamento di due cuccioli, e si suppone in perenne stato di allerta nelle ultime settimane" denuncia il Wwf. L'associazione ribadisce inoltre che non vi era ragione alcuna di procedere alla cattura di un animale che si era comportata secondo natura. Quanto successo -incalza il Wwf- rafforza ancora di più la convinzione che il Pacobace (Piano d'Azione Interregionale per la Conservazione dell'Orso sulle Alpi Centro Orientali) vada completamente rivisto e reso uno strumento che sappia considerare le diversità degli eventi".

Forestale avvia inchiesta - Il Corpo forestale dello Stato ha aperto un'indagine d'iniziativa. In queste ore personale del Corpo sta acquisendo documentazione e informazioni presso la stessa amministrazione provinciale e le altre autorità statali e locali coinvolte. Una squadra altamente specializzata in questo tipo di indagini è stata inviata dall'Ispettorato Generale su disposizione del Capo del Corpo per supportare l'attività investigativa dei reparti territoriali. Si ipotizza il delitto di maltrattamento e uccisione di animali. Sempre in queste ore i forestali stanno informando la Magistratura competente dell'accaduto.

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