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Morte broker Bochicchio, pm aprirà inchiesta. Acquisiti telefoni e documenti

20 giugno 2022 | 12.41
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Ipotesi più accreditata il malore. Verrà disposta l'autopsia e, se necessario, il test del Dna sul corpo carbonizzato. Sentiti tre testimoni

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E' quella di un malore l’ipotesi più accreditata per la morte del broker Massimo Bochicchio, deceduto dopo l’incidente ieri in via Salaria a Roma mentre era in sella alla sua moto. La Procura di Roma, una volta arrivata una prima informativa, aprirà un fascicolo di indagine per poter disporre gli accertamenti medico-legali e tecnici. Nelle prossime ore il pm di turno Andrea Cusani affiderà l’incarico per l’autopsia e se necessario per il test del dna, considerato che il corpo è carbonizzato.

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Per poter disporre tutte le verifiche tecniche il fascicolo sarà rubricato per istigazione al suicidio. Secondo quanto emerso finora la moto di Bochicchio si sarebbe spostata verso destra andando a sbattere contro il muro, nelle vicinanze dell’aeroporto dell’Urbe. Anche sulla moto saranno disposti accertamenti.

Intanto, il Nucleo speciale di Polizia Valutaria della GdF di Roma ha acquisito ieri tablet, computer, telefonini e documenti a casa di Bochicchio. L’accertamento servirà a ricostruire le ultime ore e gli ultimi contatti del broker.

Bochicchio era finito sotto processo a Roma dopo essere stato accusato di aver truffato anche alcuni vip e personaggi dello sport, tra cui l'attaccante della Roma Stephan El Shaarawy e l'ex mister dell'Inter Antonio Conte.

I TRE TESTIMONI - Tre testimoni dell’incidente costato la vita a Bochicchio sono intanto stati sentiti tra ieri e oggi dalla Polizia Locale di Roma Capitale che conduce le indagini su delega della Procura di Roma. Due persone ascoltate ieri e un’altra questa mattina hanno riferito di aver visto la moto su cui viaggiava il broker spostarsi improvvisamente verso destra senza che ci fossero ostacoli o altri veicoli nelle vicinanze.

Dopo i rilievi eseguiti ieri dal III gruppo Nomentano della Polizia Locale, che hanno compiuto un primo monitoraggio e un esame dettagliato della zona per ricostruire la dinamica, oggi hanno effettuato un nuovo sopralluogo e attivato una collaborazione con l’aeroporto dell’Urbe per verificare l’esistenza di impianti di videosorveglianza che possano aver ripreso l’area dove è avvenuto l’incidente, a circa 400 metri dallo scalo. Sul manto stradale, secondo quanto emerso, non sono stati rilevati segni di frenata. Una volta concluse queste verifiche, una prima informativa arriverà ai pm di piazzale Clodio che procederanno all’apertura di un fascicolo finalizzato a disporre accertamenti tecnici e medico-legali sul corpo, rimasto carbonizzato dopo l’impatto.

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