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Caso Esposito, parla un medico del Gemelli: "De Santis non è stato accoltellato"

17 settembre 2014 | 15.47
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Nella cartella clinica dell'ospedale Belcolle di Viterbo, dove l'ultras romanista è ora ricoverato, si parla per la prima volta di quattro ferite provocate forse da colpi di oggetto tagliente all'addome. La smentita in un intervista al GR1. Legale di Esposito: "Stop a inverosimili ricostruzione immediate"

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"Se ci fossero state lesioni da taglio sul corpo, l'avremmo operato". In un intervista audio al GR1, uno dei medici del Policlinico Gemelli, che lo scorso 3 maggio prestarono le prime cure a Daniele De Santis, l'ultras romanista accusato dell'omicidio di Ciro Esposito, smentisce quanto affermato nella cartella clinica dell'ospedale Belcolle di Viterbo, che parla di quattro ferite probabilmente da taglio sull'addome di De Santis.

Nella documentazione, acquisita dalla Procura della Repubblica insieme con quella del Policlinico Gemelli, si parla per la prima volta di quattro ferite provocate forse da colpi di oggetto tagliente.

La documentazione sanitaria sarà ora affidata all'esame di un consulente medico legale. Lo stesso consulente provvederà poi a visitare il tifoso e a suggerire eventuali ulteriori interventi.

Legali famiglia Esposito - "Nella Capitale, e in particolare a qualcuno, proprio non va giù che Ciro Esposito sia stato ucciso da un colpo di pistola sparato nel corso di un agguato, ai danni anche di donne e bambini indifesi, mentre raggiungeva lo stadio dove giocava la sua squadra del cuore. E invece in questi giorni si sta continuando a mistificare la realtà e a proporre nuove e strumentali versioni sul reale svolgimento dei fatti di quel maledetto pomeriggio all'esterno dello stadio Olimpico". Lo dichiara Angelo Pisani, legale della famiglia di Ciro Esposito.

"È avvilente assistere a questo gioco al massacro che si sta compiendo contro un ragazzo a cui è stata barbaramente tolta la vita e contro una famiglia che da mesi sta dimostrando, attraverso fatti e parole, la propria integrità morale e un senso di umanità invidiabile. Non se ne può più - prosegue Pisani - di queste azzardate e inverosimili ricostruzioni mediatiche che parlano di ferite da taglio sopraggiunte ai danni di De Santis, alle quali in ogni caso Ciro è del tutto estraneo, e che oggi sono state smentite finanche dal medico del Pronto Soccorso che per primo ha potuto visitare colui che è indagato per aver ucciso Ciro e assaltato un pullman. Comprendiamo benissimo che mediaticamente non aiuta molto il fatto che Ciro fosse napoletano, ma bisogna smetterla con queste illazioni che offendono la memoria di un ragazzo e discreditano una città intera che proprio nei momenti più difficili sa dare lezioni di valori e civiltà a tanti mistificatori".

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