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Morte Ciro Esposito, i periti: "De Santis sparò dopo essere stato ferito"

10 settembre 2014 | 18.27
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Sulla sparatoria avvenuta il 3 maggio scorso in occasione della Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, gli esperti della scientifica dei Carabinieri in oltre 600 pagine ipotizzano che l'ultrà romanista sopraffatto dagli aggressori (gli ultrà partenopei, ndr), ferito e sanguinante e con le mani sporche del suo stesso sangue, abbia impugnato la pistola ed esploso quattro colpi all'indirizzo dei tifosi napoletani". I legali: "Ora si indaghi per tentato omicidio"

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Sarà esaminato il 24 settembre prossimo davanti al gip Giacomo Ebner il contenuto della perizia balistica svolta dal Racis sulla sparatoria avvenuta il 3 maggio scorso in occasione della Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli. Si tratta di un documento di oltre 600 pagine nelle quali ricostruendo i fatti gli esperti ipotizzano tra l'altro che "Daniele De Santis, sopraffatto dagli aggressori (gli ultrà partenopei ndr), ferito e sanguinante e con le mani sporche del suo stesso sangue, abbia impugnato la pistola ed esploso quattro colpi all'indirizzo dei tifosi napoletani".

Nella perizia, tra l'altro, si scrive che il tifoso giallorosso venne raggiunto da un gruppo di supporter partenopei dopo aver tentato di chiudere il cancello del vialetto che porta al circolo culturale Ciak dove si trova la sua abitazione. De Santis, secondo quanto emerso dall'indagine tecnica, "cade a terra e viene aggredito. Comincia a perdere abbondante sangue e in seguito a questa circostanza non si esclude che per ferirlo sia stato utilizzato il coltello a serramanico da parte di uno dei tifosi partenopei. Dopo questo avvengono gli spari in successione rapida".

"Alla luce di quanto descritto dai periti sembra doveroso che le indagini della Procura siano volte a chiarire la dinamica di quello che a tutti gli effetti appare un tentativo di omicidio nei confronti del nostro assistito", dicono gli avvocati Tommaso Politi e Michele D'Urso, difensori di Daniele De Santis. Secondo i due penalisti "le conclusioni della perizia vanno in direzione opposta a quanto inizialmente diffuso dai media. La dinamica dei fatti che è stata ricostruita risulta infatti essere palesemente incompatibile con le tesi dell'agguato, soprattutto laddove si evidenzia che De Santis ha subito una brutale aggressione già prima degli spari riportando tra l'altro diverse coltellate all'addome".

Nella loro dichiarazione i difensori sottolineano che "i guanti di cui si è tanto parlato e scritto non sarebbero stati indossati da De Santis al momento dei fatti ma sarebbero stati solo investiti da particelle di polvere da sparo come altri reperti presenti sul luogo dei fatti e appartenenti agli indagati". Concludendo i due avvocati affermano: "Del resto abbiamo assistito in questi mesi a fughe di notizie incontrollate quanto distorte, a senso unico, tutto per affermare la colpevolezza del nostro assistito prima che si giunga la processo".

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