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Morti 10mila pesci destinati al mega acquario del Pantanal

12 luglio 2015 | 13.48
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Parte male l'avventura dell'Acquario del Pantanal, il parco d'acqua dolce più grande del mondo, nel Brasile centro-occidentale. Oltre 10mila pesci che avrebbero dovuto essere trasferiti nella maxi piscina della struttura, sono morti. A rivelare quanto accaduto è il quotidiano brasiliano Folha de Sao Paulo.

Una vera ecatombe, oltre che un danno da milioni di euro. La dirigenza del parco e l'Anambi, la società incaricata di gestire la custodia dei pesci, si lanciano accuse reciproche. Intanto la procura di Campo Grande, capitale del Mato Grosso do Sul, ha aperto un'inchiesta per l'accertamento delle responsabilità.

Dai primi riscontri, la causa sarebbe un problema tecnico dovuto alla mancanza d'ossigeno e alla presenza di batteri, come rilevato nel corso di alcuni controlli effettuati sui serbatoi della Anambi. Un documento della società, dello scorso mese di maggio, indicava che circa l'80% dei pesci erano morti a causa di un crollo della temperatura, ma la società si difende accusando i ritardi nei lavori. "Il trasferimento dei pesci era previsto tra gennaio e febbraio, ma le piscine non erano ancora pronte - ha detto Augusto Silva di Anambi al quotidiano brasiliano -. La realizzazione dell'acquario, costato finora 170 milioni di reais, pari a circa 50 milioni di euro, avrebbe dovuto essere completata entro la fine dello scorso anno, ma così non è stato e al momento non vi sarebbe neanche alcuna indicazione".

I pesci erano stati messi in quarantena lo scorso novembre da Anambi, che aveva vinto una gara d'appalto di circa 1,6 milioni di euro, metà dei quali già incassati. L'importo comprendeva anche l'acquisto di parte dei pesci da Africa, Asia e Oceania. Lo scorso mese di giugno, però, il contratto è stato sospeso, con il conseguente affidamento dei pesci all'Istituto di Stato per l'Ambiente (Imasul). "Se la situazione dovesse prolungarsi - spiega Jaime Verruck, segretario di Stato per l'ambiente - i pesci potrebbero essere trasferiti in un serbatoio più grande o macellati per poi distribuirne la carne".

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