cerca CERCA
Sabato 21 Maggio 2022
Aggiornato: 16:08
Temi caldi

Morto il fisico Masatoshi Koshiba, premio Nobel nel 2002

13 novembre 2020 | 13.25
LETTURA: 2 minuti

alternate text

Il fisico giapponese Masatoshi Koshiba, insignito del Premio Nobel per la Fisica nel 2002 con Riccardo Giacconi e Raymond Davis Jr. per "i contributi pionieristici all'astrofisica, in particolare per l'individuazione dei neutrini cosmici", è morto ieri in un ospedale di Tokyo all'età di 94 anni. Lo ha annunciato oggi, 13 novembre, l'Università di Tokyo, di cui Koshiba era professore emerito di fisica ed astrofisica.

Professore di fisica all'Università di Tokyo dal 1963 al 1987 e alla Tokai University fino al 1997, le ricerche di Koshiba si sono dimostrate di fondamentale importanza per gli esperimenti condotti sui raggi cosmici e in particolar modo per l'individuazione e per la misura del flusso di neutrini solari.

Dopo aver confermato i risultati ottenuti da Davis, secondo cui i neutrini elettronici provenienti dal Sole sono meno di quelli previsti, dopo la costruzione del rivelatore Super-Kamiokande, divenuta operativa nel 1996, nel 1998 Koshiba ha osservato una diminuzione dei neutrini muonici provenienti dai raggi cosmici. Questa scoperta è stata la prova che i neutrini muonici si trasformano in un altro tipo di neutrini e, più in generale, che i neutrini delle tre forme esistenti (muonico, elettronico e tauonico) possono trasformarsi l’uno nell’altro (oscillazione del neutrino).

Nato a Toyohashi il 19 settembre 1926, Koshiba si laureò in fisica presso l'Università di Tokyo (1951) e ha in seguito conseguito il dottorato in fisica all'Università di Rochester (1955), svolgendo attività di ricerca in molte università e laboratori americani, giapponesi ed europei.

Diventato professore all'Università di Tokyo, ha fondato e diretto il laboratorio giapponese per le collaborazioni internazionali nel campo della fisica delle particelle elementari. Ha effettuato esperimenti ad Amburgo in Germania e poi al Cern di Ginevra, dove ha collaborato con un gruppo di Bologna.

La sua attenzione si è successivamente rivolta alla ricerca di neutrini di origine celeste, ideando un grande rivelatore sotterraneo ad acqua (Kamiokande, 3000 t) di forma cilindrica, con cui ha rivelato i neutrini solari e, il 23 febbraio 1987, 11 neutrini di media energia in corrispondenza di una supernova nella grande nube di Magellano. È per questi risultati che ha ottenuto il Premio Nobel. Ha poi costruito un rivelatore 10 volte più grande (Super-Kamiokande), che ha fornito moltissime informazioni sulle oscillazioni dei neutrini solari ed atmosferici. Infine ha creato una fondazione per la divulgazione della scienza fondamentale.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza