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Mose: legali Galan, rinvio di soli sei giorni non ha senso

16 luglio 2014 | 19.16
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"Un rinvio cosi' breve, di soli sei giorni, non ha nessun senso logico. Per quella data saremo esattamente punto a capo, come adesso". E' questo il commento di uno dei legali di Giancarlo Galan, l'avvocato Antonio Franchini alla decisione dei capigruppo della Camera di far slittare al 22 luglio il voto sull'autorizzazione a procedere all' arresto per il parlamentare veneto chiesta dai magistrati di Venezia nell'ambiento dell'inchiesta sul Mose. "E' ridicolo - spiega - Hanno certificati medici che dicono che Galan non puo' camminare per 45 giorni, periodo in cui deve stare con la gamba in estensione per evitare un embolo". E Galan vuole essere presente in aula per potersi difendere di persona.

Infatti, i referti medici presentati dai suoi legali attestano che Giancarlo Galan, ricoverato in terapia intensiva nell'ospedale di Este, è gravemente malato. Non solo non può recarsi a Roma, ma per lui sarebbe incompatibile anche il regime del carcere perchè ha bisogno di cure continue. E sulla base di una corposa documentazione ieri i difensori hanno depositato al gip di Venezia la richiesta di arresti domiciliari in ospedale. Tutto documentato dagli avvocati Antonio Franchini e Niccolò Ghedini, che hanno allegato gli esami e i referti dell'Azienda Ospedaliera di Padova.

Ma oggi il gip di Venezia Alberto Scaramuzza ha risposto con un'ordinanza di 'non luogo a procedere' sull'istanza per la concessione degi domiciliari a Giancarlo Galan. Il giudice spiega di non poter decidere perché l'ordinanza di custodia cautelare 'è sospesa' in attesa dell'autorizzazione a procedere per Galan su cui si esprimerà martedì la Camera. Secondo l'avvocato Antonio Franchin però il gip 'sbaglia', annunciando che si ricorrerà in appello perche' nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere l'autorizzazione a procedere da parte del Parlamento non e' una condizione di procedibilita', ma di efficacia della misura. E in base al codice, il giudice puo' intervenire in qualsiasi momento per modificare la misura in base a fatti nuovi, come appunto un ricovero ospedaliero.

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