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Mostra Venezia: Suor Alfieri, 'scuola cattolica è per i poveri, no a déjà vu radical chic'

06 settembre 2021 | 17.08
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La paladina delle paritarie ad Albinati: "Ti sta a cuore che non si verifichi più un Circeo bis? Denuncia che l'Italia è classista, discriminatoria, regionalista"

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Il film 'La scuola cattolica' di Stefano Mordini, tratto dall'omonimo romanzo di Edoardo Albinati sul contesto in cui maturò il delitto del Circeo "dalle recensioni lette fa un torto allo spettatore, come il libro al lettore. Lo tradisce, raccontando senza contezza una scuola dedicata alle elite e ai privilegiati. In una interpretazione inverosimile, un déjà vu radical chic che viene da quel mondo e lo vuole lasciare così. Perché emancipare il povero è pericoloso". Ad intervenire con l'Adnkronos sul film diretto da Stefano Mordini, con Benedetta Porcaroli e Giulio Pranno, proiettato al festival di Venezia e che ad ottobre sarà nelle sale cinematografiche, è s uor Anna Monia Alfieri, paladina italiana delle scuole paritarie, dal 2016 membro della Consulta di Pastorale scolastica e del Consiglio Nazionale Scuola della Cei.

"Nelle sue ragioni storiche la scuola paritaria è 'per e dei' poveri", prosegue la suora indicando tra gli altri l'esperienza di don Bosco e delle Figlie della carità. "Queste scuole, per le quali mi batto da anni, sono luoghi di frontiera che hanno strappato i ragazzi alla criminalità organizzata ma che per una stortura culturale e una cattiva burocrazia abbiamo stroncato, privilegiando letture ideologiche. Con il risultato di una scuola classista, regionalista e discriminatoria; un pluralismo educativo del 36-37% al nord e del 4% al sud; Nonché rette da 15mila euro l'anno in su per studente nonostante il costo annuale per formare un allievo sia di 5mila euro e la stortura che fa passare le paritarie come privilegio".

Suor Alfieri si rivolge all'autore del libro, che fu studente al liceo dei preti San Leone Magno: "Ti sta a cuore che non si verifichi più un Circeo bis? Denuncia che l'Italia è classista, discriminatoria, regionalista". E commenta: "Ad Albinati riconosco un merito: ha denunciato una situazione. Ma anche un demerito: la ha sclerotizzata invece di fare un passo avanti, dare soluzioni. Se lo avesse fatto, 'La scuola cattolica' sarebbe stato un best seller, invece è un déjà vu, un libro radical chic, che viene da quel mondo e lo vuole lasciare così. Perché emancipare il povero è pericoloso. Meglio quindi - conclude la religiosa - avere successo associando la parola scuola cattolica a scandalo e sottostare a rette da capogiro, più che battersi per la libertà di scelta per tutti, il diritto dei cittadini a non pagare due volte, la gratuità delle cattoliche paritarie".

(di Roberta Lanzara)

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