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Motociclismo: Alessia Polita, unica colpa Misano e' la sua maledizione

14 aprile 2014 | 15.42
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''Non è il motociclismo che ti uccide, è la vita. Misano ieri non aveva nessuna colpa, la sua colpa è solo la sua stessa maledizione...''. Alessia Polita, la centaura che ha perso l'uso delle gambe dopo un incidente avvenuto a Misano lo scorso anno, dalla propria pagina Facebook si esprime così dopo l'incidente che ieri, sullo stesso tracciato, è costato la vita Emanuele Cassani. ''Questo sport continua a ferirmi profondamente. E mi dispiace parecchio sentir dire 'questo in fondo è il motociclismo'. Sì, lo dicevo anche io quando ero "inconsapevole", quando le cose non mi toccavano da vicino, quando realmente la tragedia non sfiorava i miei pensieri e dicevo 'sì dai non toccherà proprio a me'...'', scrive la Polita. ''Ora mi viene un po' difficile utilizzare frasi così con tanta leggerezza. Tutti sappiamo che il motociclismo ha il suo carico di pericoli e tragedie, ma una vita non vale quanto una frase sputata al vento senza senso...'questo è il motociclismo' -aggiunge-, Io semplicemente direi... Questa è la vita! Fatta di sogni, felicità ma anche di passioni e tragedie. Le moto non sono una fabbrica di gente compianta, è la vita, è il percorso che abbiamo ognuno di noi... C'è chi muore in moto,chi in macchina, chi d'infarto, chi di malattie...''. ''Esprimere quella frase li sembra quasi O MUORI O VIVI sopra una moto. Se si vive, si muore anche'', conclude.

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