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Mps, indagati Viola e Profumo. La banca: "Un atto dovuto"

18 agosto 2016 | 18.17
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L'amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, e l'ex presidente dell'istituto senese, Alessandro Profumo, risultano indagati dalla Procura di Siena per falso in bilancio e manipolazione del mercato in relazione a un'inchiesta che ipotizza una rappresentazione non corretta dei derivati Alexandria e Santorini nei bilanci dal 2011 al 2014. Gli atti di indagine sono nelle mani dei magistrati milanesi competenti per il reato più grave tra quelli ipotizzati, ossia la manipolazione del mercato.

Le indagini sono iniziate lo scorso anno dopo alcuni esposti presentati in Procura. "A fronte della ricezione di un esposto la magistratura - fa sapere la banca senese - è tenuta all'apertura di un fascicolo e l'iscrizione dei soggetti sottoposti a indagine è un atto dovuto. La stessa Procura di Milano ha già avuto modo di sottolineare come il nuovo management della banca abbia contribuito a far luce sulle responsabilità di chi ha effettivamente dato vita a tali operazioni".

Poi, in una nota diffusa in tarda serata, Mps "ribadisce con forza" la "piena correttezza del proprio operato". Le operazioni all'origine delle indagini della Procura di Siena "sono state poste in essere dalla vecchia gestione della banca e dagli ex manager mentre la nuova dirigenza ha dapprima posto sotto esame tali operazioni e effettuando, motu proprio, un restatement di bilancio per poi chiudere le operazioni diminuendo drasticamente la rischiosità di tali strumenti", precisa la banca nella nota.

"La sottoposizione ad indagini, quale atto dovuto, trae origine - spiega Mps - da un esposto promosso da un azionista della banca che, in sede assembleare, ha anche proposto un'azione di responsabilità, nei confronti dell'ex presidente e dell'amministratore delegato, respinta con il 99,6% di voti contrari".

Montepaschi ricorda infine che l’iscrizione nel registro "è da considerarsi un atto dovuto, come peraltro precisato dalla Procura della Repubblica di Siena prima di trasmettere gli atti alla Procura di Milano per competenza territoriale".

In tale contesto "è sempre stata assicurata la piena informazione agli azionisti ed al mercato", aggiunge la banca senese nella nota di precisazione.

E questo "anche attraverso - continua Mps - l'elaborazione di prospetti pro-forma che, d'intesa con l'autorità di vigilanza, hanno esposto la contabilizzazione di tali operazioni su base pro-forma anche a saldi chiusi, come poi richiesto da Consob attraverso la delibera del dicembre 2015 a seguito della quale, peraltro, non si è registrato l'avvio di alcun procedimento sanzionatorio a carico del nuovo management che, sino all'emissione della predetta delibera da parte di Consob, aveva prescelto la contabilizzazione a saldi aperti".

Mps "ribadisce con forza la piena correttezza del proprio operato, e confida con piena serenità che l’attività della magistratura, con la quale la nuova dirigenza ha peraltro sempre collaborato in quattro anni, contribuendo fattivamente alle inchieste in corso, porterà ad un rapido e tranquillizzante chiarimento della situazione".

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