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Mps, processo Alexandria: confermata assoluzione per ex vertici

29 maggio 2019 | 22.44
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Cassazione dispone appello bis per valutare se concedere proscioglimento più ampio

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La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione degli ex vertici di Mps nel processo per ostacolo alla vigilanza sul contratto 'Alexandria' tra la banca senese e banca Nomura. Accogliendo il ricorso delle difese dell'ex presidente della banca Giuseppe Mussari, dell'ex direttore generale Antonio Vigni e dell'ex capo area finanza Gianluca Baldassarri, i giudici della Suprema Corte hanno disposto un appello bis a Firenze per valutare se concedere un proscioglimento più ampio "perché il fatto non sussiste". E' stato respinto il ricorso del pg di Firenze che chiedeva - supportato dal pg della Cassazione Luigi Birritteri - un appello bis per riaprire alle accuse.

Il 7 dicembre 2017 il collegio giudicante della Corte d'Appello di Firenze, presieduto da Maria Luisa Romagnoli, aveva assolto, con la formula "il fatto non costituisce reato", Mussari, Vigni e Baldassarri che, in primo grado, erano stati condannati dal Tribunale di Siena a 3 anni e mezzo di reclusione e 5 anni di interdizione, con decisione del 31 ottobre 2014. L'accusa per tutti e tre gli imputati era quella di ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza di Bankitalia, ma anche per la Cassazione, all'interno di Banca Mps nessuno ostacolò gli ispettori e nessuno occultò il ''Mandate Agreement'', il contratto con i giapponesi di Nomura per la ristrutturazione del derivato Alexandria.

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