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Mps, Profumo e Viola condannati a 6 anni

15 ottobre 2020 | 17.48
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La decisione dei giudici di Milano

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(Fotogramma) - FOTOGRAMMA

I giudici di Milano hanno condannato a 6 anni l'ex presidente Mps (e attuale amministratore delegato di Leonardo) Alessandro Profumo e l'ex amministratore delegato della banca senese Fabrizio Viola. Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale dell’istituto di credito, è stato condannato a 3 anni e 6 mesi.

La decisione è arrivata al termine di una camera di consiglio di circa 4 ore ed è stata pronunciata nell'inusuale cornice della fiera di Milano per consentire alle parti di presenziare al dibattimento nel rispetto del distanziamento sociale per l'emergenza Covid.

Profumo e Viola sono stati condannati per aggiotaggio e per false comunicazioni rispetto alla semestrale 2015, sono stati prescritti per il bilancio 2012 e "perché il fatto non sussiste" per i bilanci 2013 e 2014. Il tribunale ha condannato ciascuno al pagamento di 2,5 milioni, li ha condannati a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e a 2 anni di interdizione di contrattazione con la pubblica amministrazione e dalla rappresentanza delle società. La banca, responsabile per la 231 sulla responsabilità degli enti, è stata condannata a 800mila euro di multa e al pagamento delle spese legali.

La sentenza ribalta la richiesta del pubblico ministero Stefano Civardi che aveva chiesto l’assoluzione "perché il fatto non sussiste" per il reato di aggiotaggio contestato a Profumo e Viola e per quello di false comunicazioni sociali contestato a tutti gli imputati per il bilancio 2012 e per la prima semestrale del 2015 e l’assoluzione "perché il fatto non è previsto dalla legge come reato" per la contestazione di false comunicazioni sociali in merito ai bilanci 2013 e 2014.

Il processo riguarda la presunta rappresentazione non corretta nei conti della banca dei derivati Alexandria e Santorini nei bilanci dal 2012 alla prima semestrale 2015. Per la procura di Milano, i derivati furono sottoscritti per coprire una perdita di 2 miliardi di euro derivante dall’operazione di acquisto di Antonveneta.

"E' una sentenza sbagliata, siamo sicuri che i nostri assistiti hanno operato correttamente. Leggeremo le motivazioni della sentenza e faremo sicuramente appello" dice l’avvocato Adriano Raffaelli che insieme al collega Francesco Mucciarelli difende Profumo e Viola. Le motivazioni della sentenza pronunciate dal tribunale saranno rese note tra 90 giorni.

"Credo di aver sempre operato per il bene delle aziende per cui ho lavorato. Pertanto sono davvero sorpreso dalla sentenza del Tribunale di Milano. Sorpreso ed amareggiato. Con questa serena convinzione e nella più totale fiducia nell’operato della magistratura ricorrerò in appello per vedere riconosciuti gli sforzi profusi durante il mio impegno in Mps" scrive in una nota l'ad di Leonardo Alessandro Profumo.

"Considerando che il pubblico ministero chiedeva l'assoluzione, che avevamo contro i migliori penalisti d'Italia, era più di Davide contro Golia" commenta Mauro Minestroni, uno dei difensori di parte civile, circa 4.800 quelle ammesse a processo. "Siamo felici per la città, per tutti i risparmiatori italiani, oggi abbiamo fatto una grande cosa. Oggi la giustizia è arrivata, anche considerando che un rappresentante dell'accusa aveva chiesto l'assoluzione. Il processo non si sarebbe mai celebrato senza la tenacia di persone che hanno creduto nella giustizia", sottolinea l'avvocato che non nasconde la soddisfazione anche se "ci saremmo aspettati qualcosa di più. Adesso vedremo, aspettiamo le motivazioni ma c'è qualcosa che va appellato", conclude.

In una nota di Leonardo si legge che in relazione alla condanna in primo grado di Alessandro Profumo relativa al precedente ruolo di Presidente di Mps la società precisa che non sussistono cause di decadenza dalla carica di Amministratore Delegato di Leonardo ed esprime piena fiducia nella sua azione auspicando un percorso di continuità.

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