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Sanità: assistenza équipe Msf in stadio Kos, siamo molto preoccupati

12 agosto 2015 | 17.01
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Non ci sono servizi igienici, ombra né riparo

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- Foto Medici senza frontiere

"Siamo molto preoccupati per come sta evolvendo la situazione a Kos". Lo afferma Brice de le Vingne, direttore delle operazioni di Medici senza frontiere, le cui équipe stanno fornendo assistenza medica a rifugiati, migranti e richiedenti asilo trasferiti dalla polizia nello stadio di Kos, in Grecia, per allontanarli dalle aree pubbliche della città. La struttura "non offre servizi igienici, ombra né riparo", denunciano dopo episodi di sopruso su migranti e rifugiati negli spazi pubblici di Kos.

"Sempre di più la polizia usa la forza contro queste persone vulnerabili e quella che prima era inazione è diventata un abuso di stato. La grande maggioranza delle persone che arrivano qui sono rifugiati in fuga dalla guerra in Siria o in Afghanistan", sottolinea de le Vingne.

Ieri sera un'équipe di Msf è entrata nello stadio per organizzare un presidio medico dalle 22 alle 24. Oggi l'associazione sta fornendo assistenza medica all'esterno dello stadio e monitora la situazione al suo interno per individuare persone con urgente bisogno di cure mediche. Si sta installando un telone per creare una zona d'ombra all'interno dello stadio. La situazione sull'isola di Kos nelle ultime settimane è gravemente peggiorata: a luglio sono arrivati sull'isola 7.000 rifugiati, migranti e richiedenti asilo, il doppio rispetto a giugno. In assenza di strutture di accoglienza adeguate, evidenzia Msf, la maggior parte vive in tende montate nei parchi pubblici e nelle piazze, oppure dorme all'aperto, vicino alla stazione di polizia, senza alcun accesso a latrine o docce.

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