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Muccino: "A casa tutti bene è il mio ritorno a Itaca"

23 ottobre 2017 | 10.06
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Foto dal set del film

“Questo è un ritorno a Itaca, dopo oltre 10 anni di Usa, di lontananza fisica dall’Italia e di viaggi emotivi. E' un rientro che si porta dietro chiaramente una visione del mondo e delle relazioni umane, una certa riappacificazione con me stesso che mi permette di raccontare le dinamiche familiari con una maggiore oggettività”. Gabriele Muccino è sul set di ‘A casa tutti bene’, il suo nuovo film italiano che uscirà il 14 febbraio e che racconta la storia dell’incontro-scontro tra i componenti di una grande famiglia, costretta a convivere per tre giorni, su una piccola isola dove si è ritrovata per festeggiare le nozze d’oro dei nonni, a causa del maltempo che ha interrotto i collegamenti con la terraferma.

Scritto da Gabriele Muccino con Paolo Costella, il film è a dieci giorni dalla fine delle riprese e vanta un cast di cui fanno parte tanti importanti attori della scena italiana: da Stefania Sandrelli e Ivano Marescotti nei panni dei nonni, ai figli interpretati da Stefano Accorsi, Sabrina Impacciatore e Pierfrancesco Favino. Ma nel ruolo di nuore, generi, cugini e cuginastri, compagni e compagne e nipoti adolescenti ci sono anche Claudia Gerini, Massimo Ghini, Carolina Crescentini, Gianfelice Imparato, Ivano Marescotti, Giulia Michelini, Sandra Milo, Giampaolo Morelli, Stefania Sandrelli, Valeria Solarino, Gianmarco Tognazzi. “Il cast è eccezionale non solo per i nomi che lo compongono ma perché ognuno di loro ha un personaggio così giusto da interpretare, che riesce a metterci dentro la propria storia. E questo rilancia al quadrato la potenza di incontro di queste storie. Questo film è realmente un grande crocevia di storie la cui unione crea un racconto epico, una grande commedia umana senza tempo”.

Muccino ha già raccontato la famiglia nei suoi film ma – dice – “in passato ne ho affrontato solo alcune angolazioni, qui c’è un ritratto totale”. D’altronde, prosegue, “la famiglia è il luogo primordiale dove si nasce, si fugge e si torna. Quasi tutti passiamo l’infanzia in famiglia, poi la rinneghiamo nell’adolescenza e tutti finiamo a una certa età ad assomigliare ai nostri genitori. Non a caso in questo film ci sono diverse generazioni e anche diverse estrazioni sociali”.

Muccino ammette di volersi ispirare alla lezione di Age e Scarpelli e confessa che “il titolo iniziale doveva essere ‘L’isola che non c’è’: poi ci siamo resi conto che era fuoriviante perché era troppo forte il rimando a Peter Pan e a Bennato. E così abbiamo scelto ‘A casa tutti bene’, che rispecchia bene anche la perversa ironia di questa famiglia che dietro una grande maschera cela un vissuto che è fatto anche di inquietudini, infelicità, tradimenti, voglia di riscatto e frustrazioni, che esplodono a tratti nel momento che i 20 protagonisti si trovano costretti dal maltempo a rimanere insieme per tre giorni. Tutti sono costretti a confrontarsi con se stessi e con gli altri senza poter fuggire”.

Nonostante le riprese si siano svolte tutta ad Ischia (soprattutto nella bellissima Villa Gancia a Forio, che diventa la casa dei nonni ex ristoratori in pensione), l’isola del film non sarà Ischia ma un’isola immaginaria molto più piccola ricreata dal regista con una sintesi di scorci anche poco conosciuti. “Per la storia era funzionale un’isola molto più piccola di Ischia, che esaltasse la convivenza forzata che è il gasolio della storia”, spiega il regista. Che conosce benissimo l’isola campana per motivi familiari: “Mia madre è nata a Ischia. Ci ho passato tante estati da bambino, finchè non mi ha morso un cane e non sono più voluto tornarci per molti anni. In più, un po’ di tempo fa, quando ho detto a mio padre che avrei girato a Forio, mi ha fatto una confessione che non mi aveva mai fatto: ‘Ma lo sai che probabilmente tu sei stato concepito proprio a Forio…’”, racconta divertito il regista.

Di questo film Muccino confessa di aver “avuto bisogno” come artista dopo l’esperienza americana, “perché in America i film li generano i produttori mentre in Europa questo ruolo ce l’ha l’autore”, dice ringraziando i produttori della Lotus Production e di Rai Cinema per averlo sostenuto. Dell’esperienza americana gli rimane – dice – “soprattutto l’aver assimilato che a volte bisogna viaggiare per capire che il luogo fisico ed emotivo dove si desidera vivere non è quello”. Ma un pezzo di America, il regista, considerato grande conoscitore e innovatore dal punto di vista della tecnica cinematografica, l’ha voluto però anche in questo film, con la direzione della fotografia affidata a Shane Hurlbut (un mostro sacro di Hollywood, con cui aveva già lavorato in ‘La ricerca della felicità’). Mentre del caso Weinstein, dice: “E’ sorprendente la dimensione violenta e criminosa della sua azioni ma che ci fosse questa corte intorno a lui non è affatto una novità. C’è sorpresa solo nel modus. Dopodiché i Weinstein ci sono ovunque”.

Alle musiche del film sta lavorando il premio Oscar Nicola Piovani: “C’è stata davvero una magica convergenza intorno a questo film che non finisce di stupirmi. Un’adesione da parte di tutti davvero forte”. Muccino se n’è accorto anche quando, dovendo iniziare le riprese il 18 settembre, a meno di un mese dal terremoto sull’isola, non ha trovato nessuna resistenza da parte dei tanti attori coinvolti.

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